Dov'è finito il carattere?

Dov'è finito il carattere?TuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Juventus, il problema più grave non è il gioco: manca il carattere. E qualcuno deve assumersi le responsabilità

Ci sono momenti nei quali una squadra può giocare male, sbagliare una partita o essere inferiore all'avversario. Sono situazioni che fanno parte del calcio. Quello che invece non dovrebbe mai accadere alla Juventus è dare l'impressione di arrendersi davanti alle prime difficoltà.

La sconfitta per 3-0 contro la Lazio ha evidenziato qualcosa di più preoccupante degli errori tattici e delle difficoltà tecniche: la mancanza di carattere di una squadra che sembra incapace di reagire quando la partita prende una direzione negativa.

Non è una questione di nomi, di stipendi o di valore di mercato. È una questione di personalità, orgoglio e capacità di affrontare la pressione.

Juventus, una squadra che si spegne alle prime difficoltà

Contro la Lazio si è vista una Juventus fragile, incapace di cambiare ritmo e soprattutto di trasmettere la sensazione di poter ribaltare la partita. Dopo il vantaggio di Provstgaard, ci si sarebbe aspettati una reazione rabbiosa, una maggiore aggressività e la volontà di mettere immediatamente sotto pressione gli avversari, invece, la squadra ha continuato a giocare con poca convinzione, senza riuscire a imporre il proprio ritmo. Il secondo gol di Isaksen ha reso ancora più evidente questa difficoltà. La Juventus non ha trovato una risposta collettiva, mentre la Lazio ha continuato a gestire la partita con sicurezza. Il problema non è perdere contro un avversario organizzato. Il problema è non dare mai la sensazione di poterlo mettere realmente in difficoltà.

Le parole di Bremer sono un campanello d'allarme

Le dichiarazioni di Gleison Bremer nel dopopartita meritano attenzione. Il difensore ha sottolineato come alcuni compagni fatichino a gestire i momenti di maggiore pressione e ha spiegato di non poter accompagnare tutti individualmente nelle difficoltà. È un messaggio importante, perché arriva da uno dei giocatori più rappresentativi dello spogliatoio, ma la responsabilità non può essere scaricata soltanto sui calciatori meno esperti. Una squadra con ambizioni importanti deve avere leader riconoscibili, capaci di dare l'esempio attraverso le prestazioni. Non basta parlare dopo una sconfitta. Bisogna dimostrare sul campo di essere pronti a prendersi delle responsabilità. La personalità si vede soprattutto quando il risultato è negativo, quando lo stadio fischia e quando gli avversari sembrano avere il controllo della partita.

Spalletti deve ricostruire anche la mentalità

Luciano Spalletti ha ammesso che la Juventus sta attraversando un momento preoccupante. L'allenatore ha individuato nella fragilità mentale uno dei problemi principali, ma la mentalità non può essere considerata un elemento completamente separato dal lavoro tecnico. Un allenatore deve costruire un'organizzazione che dia sicurezza ai giocatori, chiarire le responsabilità e creare un gruppo nel quale tutti sappiano cosa fare anche nei momenti difficili. Se la squadra cambia continuamente sistema e riferimenti, è possibile che aumentino le incertezze. Naturalmente questo non giustifica l'atteggiamento dei singoli, ma rende ancora più importante il lavoro dell'allenatore. Spalletti deve trovare un equilibrio tra la necessità di responsabilizzare i giocatori e quella di restituire loro certezze.

Alla Juventus non basta avere talento

La rosa bianconera comprende calciatori tecnicamente validi, ma il talento da solo non garantisce competitività. Servono determinazione, concentrazione e disponibilità al sacrificio. Non si può pretendere di vincere tutte le partite, ma si deve pretendere di affrontarle tutte con il massimo impegno. La Juventus ha costruito la propria storia anche sulla capacità di reagire alle difficoltà, di vincere partite complicate e di restare competitiva nelle serate meno brillanti, oggi queste caratteristiche sembrano essersi indebolite. Una squadra può avere problemi di gioco e superarli con il lavoro. Ma quando manca la capacità di reagire, il problema diventa molto più profondo.

Il rispetto per la maglia si dimostra in campo

I tifosi juventini non chiedono necessariamente spettacolo ogni settimana. Chiedono una squadra che lotti, che non si arrenda e che dimostri di comprendere il peso della maglia che indossa. Contro la Lazio questa sensazione è mancata. Gli undici punti raccolti nelle prime sette giornate e gli otto punti di distanza dalla vetta rappresentano numeri preoccupanti, ma il dato più allarmante resta l'atteggiamento.

Spalletti, la società e i calciatori devono interrogarsi su come recuperare quella determinazione che dovrebbe essere il punto di partenza di ogni progetto juventino, perché alla Juventus si può anche perdere. Quello che non si può accettare è smettere di combattere prima che la partita sia finita.