Spalletti ha le sue colpe: formazione sbagliata, confusione tattica e una squadra senza identità. Ora deve cambiare passo
La Juventus è in crisi e Luciano Spalletti non può chiamarsi fuori dalle responsabilità. La pesantissima sconfitta per 3-0 contro la Lazio ha evidenziato problemi che vanno ben oltre gli errori individuali e che coinvolgono direttamente le scelte dell'allenatore bianconero. La squadra appare fragile, poco organizzata e incapace di reagire quando le partite si complicano. Una situazione preoccupante, soprattutto considerando che Spalletti è stato confermato proprio per dare continuità al progetto tecnico e costruire una Juventus più competitiva. Le responsabilità della società e dei giocatori restano evidenti, ma sarebbe sbagliato utilizzare queste difficoltà per assolvere completamente il tecnico. Spalletti non è l'unico colpevole della crisi, ma è uno dei principali responsabili delle soluzioni che ancora non si vedono.
La prima responsabilità: una formazione che non ha funzionato
Contro la Lazio, Spalletti ha scelto una Juventus con Kolo Muani unico riferimento offensivo e Alajbegovic, McKennie e Nico González alle sue spalle. Una formazione che avrebbe dovuto garantire movimento e qualità tra le linee, ma che nella pratica ha prodotto pochissimo. Alajbegovic è rimasto ai margini della manovra, il centrocampo ha faticato a costruire e Kolo Muani si è ritrovato troppo spesso isolato. Il problema non è tanto aver dato fiducia a un giovane, quanto aver scelto una soluzione che non ha permesso alla squadra di sfruttare adeguatamente le proprie caratteristiche. La Juventus aveva bisogno di presenza offensiva, soprattutto contro una Lazio organizzata e capace di difendere con attenzione.
L'ingresso di Woltemade nella ripresa ha prodotto immediatamente qualche situazione più interessante.
Questo non significa che la coppia Kolo Muani-Woltemade debba giocare sempre, ma dimostra che la scelta iniziale merita una riflessione.
Il secondo errore: troppi cambiamenti e poche certezze
Una delle principali difficoltà della Juventus riguarda l'assenza di un'identità tattica consolidata. Spalletti alterna soluzioni, interpreti e sistemi di gioco, cercando di trovare il giusto equilibrio. La flessibilità può rappresentare una qualità, ma diventa un problema quando la squadra sembra non avere punti di riferimento. Contro la Lazio, il passaggio a un assetto con due attaccanti ha migliorato temporaneamente la presenza offensiva, senza però risolvere i problemi complessivi. La Juventus continua a mostrare difficoltà nel collegare i reparti e soprattutto nel mantenere le distanze corrette tra centrocampo e difesa. I giocatori sembrano spesso costretti a cercare soluzioni individuali, anziché affidarsi a meccanismi collettivi riconoscibili.
Una grande squadra deve poter cambiare modulo senza perdere la propria identità. Alla Juventus, invece, ogni modifica sembra richiedere un nuovo adattamento.
E questo è un problema che riguarda direttamente il lavoro dell'allenatore.
La terza colpa: una difesa che continua a concedere troppo
Spalletti ha sempre attribuito grande importanza all'organizzazione collettiva. Proprio per questo, la facilità con cui la Juventus concede occasioni rappresenta un elemento particolarmente preoccupante. Contro la Lazio, il primo gol nasce da una situazione nella quale Provstgaard riesce a colpire senza un contrasto efficace. Il raddoppio di Isaksen evidenzia invece le difficoltà nella gestione dei duelli individuali e delle coperture laterali. Il terzo gol, realizzato da Dele-Bashiru, completa il quadro di una difesa ormai incapace di contenere le accelerazioni avversarie. Bremer e Celik hanno responsabilità evidenti, ma il problema non può essere ridotto soltanto agli errori dei singoli. Quando una squadra concede ripetutamente spazi e occasioni, significa che qualcosa non funziona anche nei meccanismi collettivi.
La Juventus non può continuare a essere una formazione che cambia continuamente senza trovare una direzione. Spalletti è stato scelto per risolvere i problemi, non soltanto per raccontarli, questo il punto centrale. La società deve assumersi le proprie responsabilità, i giocatori devono offrire prestazioni migliori, ma l'allenatore deve finalmente dare un'identità alla squadra.
Perché dopo uno 0-3 casalingo contro la Lazio non bastano più le spiegazioni. Servono risposte sul campo.
E questa volta devono arrivare soprattutto da Luciano Spalletti.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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