Juventus, polemica strumentale su Bremer: trasformarlo nel colpevole di tutto è troppo facile
Dopo una sconfitta pesante come lo 0-3 contro la Lazio è inevitabile che emergano critiche, discussioni e valutazioni sulle prestazioni individuali. Il problema nasce quando l'analisi lascia spazio alla ricerca di un capro espiatorio e un singolo calciatore diventa il bersaglio di responsabilità che appartengono all'intera squadra.
È quello che rischia di accadere con Gleison Bremer, finito al centro delle polemiche dopo una serata nella quale la Juventus ha mostrato limiti evidenti in quasi tutti i reparti.
Il difensore brasiliano non può essere considerato intoccabile. Anche lui deve rispondere delle proprie prestazioni, degli errori e delle difficoltà incontrate. Ma c'è una differenza sostanziale tra una critica tecnica legittima e una polemica costruita attorno a un singolo episodio o a un solo protagonista.
Una difesa in difficoltà non dipende soltanto da Bremer
La Juventus contro la Lazio ha sofferto nella gestione degli spazi, nella protezione della propria area e nella capacità di reagire ai momenti negativi.
Sono problemi che coinvolgono l'intero sistema difensivo, non soltanto i centrali. Quando il centrocampo non garantisce copertura, quando gli esterni concedono campo e quando la pressione sugli avversari arriva in ritardo, anche i difensori più forti finiscono per essere esposti.
Bremer deve certamente fare meglio, ma attribuirgli il peso di una prestazione collettiva insufficiente significherebbe semplificare una situazione molto più complessa.
La Juventus non ha perso contro la Lazio per un solo errore. Ha perso perché non è riuscita a trovare le contromisure, a mantenere equilibrio e a mostrare la personalità necessaria per rientrare in partita.
Spalletti chiama tutti alle proprie responsabilità
Nel dopopartita, Luciano Spalletti ha invitato i singoli a interrogarsi sulle rispettive prestazioni, includendo se stesso nell'analisi.
Un principio corretto, che dovrebbe valere per tutti: dai giocatori all'allenatore, fino alla dirigenza.
Il rischio, però, è che una riflessione sulle responsabilità individuali venga trasformata in un processo pubblico a Bremer, mentre le difficoltà degli altri protagonisti passano in secondo piano.
La Juventus ha bisogno di ritrovare compattezza, non di alimentare contrapposizioni interne. E ha bisogno soprattutto che i propri calciatori più rappresentativi tornino a esprimersi sui livelli attesi.
La Juventus deve proteggere il gruppo senza nascondere gli errori
Difendere Bremer dalle polemiche strumentali non significa assolverlo. Significa chiedere che ogni giudizio sia proporzionato e che la valutazione di una partita non venga piegata alla necessità di individuare un unico responsabile.
Il brasiliano deve reagire sul campo, ritrovando attenzione, leadership e continuità. Ma la Juventus deve aiutarlo attraverso una migliore organizzazione collettiva.
Dopo sette giornate, i problemi bianconeri sono troppo numerosi per essere attribuiti a un solo calciatore.
Bremer può avere le sue colpe, ma trasformarlo nel simbolo esclusivo della crisi sarebbe un errore. La Juventus deve ritrovare una squadra, non cercare un colpevole da sacrificare.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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