Comolli già giudicato a febbraio. Come colpevole di Openda e altri

Comolli già giudicato a febbraio. Come colpevole di Openda e altriTuttoJuve.com
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di Andrea Losapio

C'è un prima e un dopo per Damien Comolli. Sicuramente una delle date spartiacque è quella della chiusura del mercato invernale. Perché da una parte c'era Spalletti che chiedeva a gran voce un numero nove. Mateta, En Nesyri, persino Icardi. Poi, a microfoni aperti la domenica sera, era arrivata una versione differente. "Icardi è stata una suggestione post conferenza del mister - aveva detto Giorgio Chiellini - ma non c'è stato nulla di più, mi sento di escludere questa operazione".

Cosa non vera, visto che i contatti nel corso della domenica c'erano stati. E Spalletti aveva dato l'ok, salvo poi dire... "Non posso che parlarne bene, ma questo non vuol dire che prenderemo Icardi. Lui mi ha dato una mano a livello di gol, ma poi portava nello spogliatoio anche altri problemi di famiglia. Era come se vivesse nello spogliatoio, ma aveva una finestra aperta su altri mondi. Presi una decisione forte nei suoi confronti. Ma lui è un ragazzo per bene, un ragazzo squisito e un goleador fantastico. Ma Icardi non si muove. Noi stiamo bene: cerchiamo un giocatore con determinate caratteristiche, ma se non lo troviamo, andiamo avanti così".

Qualcosa dev'essere cambiato in quel pomeriggio, non è dato sapere cosa. Comolli era l'uomo dei conti e Icardi sicuramente un costo importante. Non è certamente la pietra dello scandalo, ma è chiaro che in quel momento c'è stata una diversità di vedute fra chi voleva un centravanti fisico - come detto nelle scorse interviste da Spalletti, in particolare dopo Lecce - e chi pensava di essere già competitivo così.

A fine febbraio la Juve aveva già sentenziato, causa acquisti come Openda, Zhegrova e David. La Champions poteva salvare Comolli - extrema ratio - così sarà quasi impossibile.