Juventus, c'è il nodo Locatelli
Tra i temi più discussi della stagione bianconera c’è anche la gestione del centrocampo e, in particolare, quella legata a Manuel Locatelli. Il numero 5 della Juventus continua infatti a essere impiegato come regista davanti alla difesa, ma le sue caratteristiche raccontano una realtà diversa. Il problema non riguarda l’impegno o il valore del giocatore, mai messi in discussione, quanto piuttosto il modo in cui viene interpretato tatticamente.
Locatelli non è un regista classico
Nel corso degli anni si è spesso cercato di trasformarlo nel cervello della manovra bianconera. Locatelli è un centrocampista generoso, disciplinato e capace di garantire equilibrio alla squadra, ma non possiede le qualità del classico playmaker creativo. Non è il calciatore che illumina il gioco con passaggi improvvisi, né quello che riesce a cambiare il ritmo della partita con una giocata verticale o con una rifinitura decisiva negli ultimi metri.
Il vero ruolo di Locatelli
Le sue caratteristiche sembrano adattarsi molto meglio a un altro tipo di compito. Il centrocampista italiano dà il meglio quando può lavorare in interdizione, proteggere la difesa e sporcare le linee di passaggio avversarie, la sua intensità, il sacrificio e la capacità di leggere le situazioni difensive lo rendono particolarmente utile in una mediana più fisica e di contenimento.
Le difficoltà viste anche contro la Fiorentina
La sfida contro i viola ha evidenziato ancora una volta i limiti di questa soluzione tattica, pretendere che Locatelli riesca a inventare calcio sulla trequarti, servire assist illuminanti o trovare conclusioni decisive dal limite dell’area rischia di essere un errore di valutazione. La Juventus continua a chiedergli caratteristiche che non fanno parte del suo repertorio naturale.
Il paragone con i grandi registi
Negli ultimi anni il ruolo davanti alla difesa è stato interpretato da giocatori con qualità completamente diverse. Pensare che Locatelli possa trasformarsi in un regista alla Pirlo o avere l’impatto offensivo di un Calhanoglu significa probabilmente confondere funzioni e caratteristiche tecniche. Il bianconero non è un creatore di gioco puro, ma un centrocampista di lavoro e sostanza. Il problema non riguarda soltanto il rendimento individuale del giocatore, ma va oltre, serve un vero playmaker
La Juventus continua a soffrire nella costruzione offensiva proprio perché manca un centrocampista capace di dare qualità, tempi e visione alla manovra. Per valorizzare Locatelli, il club dovrebbe probabilmente affiancargli o inserirgli accanto un regista autentico, liberandolo da responsabilità creative eccessive.
Un ruolo più adatto per rilanciarlo
Spostare Locatelli in una posizione più vicina al recupero palloni potrebbe rappresentare la soluzione migliore, con compiti meno legati all’impostazione e più orientati all’equilibrio tattico, il centrocampista potrebbe tornare a esprimersi con maggiore continuità.
La Juventus, però, dovrà finalmente decidere quale identità dare al proprio centrocampo, evitando di continuare a chiedere a Locatelli qualcosa che, semplicemente, non appartiene al suo calcio.
@pavanmassimo TASTIERA VELENOSA
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