Balzarini: “Mi preme sottolineare che il distacco tra Spalletti e Comolli è…”
Gianni Balzarini, sul suo canale YouTube, ha parlato del rapporto tra Luciano Spalletti e Damien Comolli: "Quello che mi preme sottolineare in questo momento è l'evidente distacco che c'è tra Spalletti e Damien Comolli, non un distacco umano, ma un distacco professionale, nel senso che Spalletti non ha mai fatto giocare più di tanto gli acquisti di Comolli perché non li ha ritenuti all'altezza. E a questo punto bisogna discernere. Deve prevalere la competenza di un allenatore che non giudica dei giocatori adatti ad essere titolari in una squadra ed eventualmente li giudica adatti ad essere utilizzati solo parzialmente o un allenatore deve per forza valorizzare le scelte di un dirigente? Cioè il bene della squadra dove da dove passa? Da scelte di campo o da scelte dirigenziali. Quindi uno deve essere tanto aziendalista da far giocare per forza coloro che un dirigente ha scelto, anche se non li ritiene adatti o deve mettere in secondo piano le scelte di un dirigente e per il proprio credo calcistico, visto che è stato chiamato con una missione o comunque ad allenare la Juve, deve andare avanti per la propria strada. Io sono per la seconda ipotesi. Chiami un allenatore ha le sue idee, ha la sua filosofia, ha le sue visioni e i suoi giudizi sui calciatori e allora deve andare avanti per la propria strada. Non deve necessariamente valorizzare un asset. L'asset non va in campo. In campo ci vanno i calciatori.
L'asset non fa gol. I gol li fanno i calciatori. L'asset non tira i rigori, i rigori li tirano i calciatori. Giusto per citare David contro il Lecce e diciamo così inglobare entrambe le componenti di questo discorso. David è stato un acquisto di Comolli per quello che doveva rendere. Openda è stato un acquisto di Comolli per quello che doveva rendere e delle chance gli sono state date. Se a un certo punto Spalletti non lo ritiene più idoneo a giocare, non è che deve giocare per forza perché sennò si svaluta".
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