COME UN FULMINE A CIEL SERENO
E' un giocatore che agisce fulmineo nella fascia del campo e che fa del proprio scatto bruciante il punto di forza in raccordo con la linea d’attacco. Douglas Costa, a Cagliari, è stato l'esempio lampante di come la funzione e la capacità di filtro in area, o di costruzione del gioco improvvisa dell'esterno, sia l'arma letale e vincente di questa Juventus che sa modellarsi in base all'avversario che ha di fronte. Il brasiliano e Bernardeschi non a caso sono stati i protagonisti che hanno saputo cambiare il corso di una partita che per Madama non si era messa sui giusti binari a causa della compattezza sarda, dettata da un baricentro alto capace di creare non pochi problemi ad una retroguardia bianconera a volte troppo esposta dove la spinta in avanti sarda ha saputo tener testa per diversi minuti ai bianconeri. La Juventus è stata sì tecnicamente superiore, ma ha faticato in maniera insolita nel concretizzare il predominio territoriale dove Pjanic, fulcro di qualsiasi azione juventina, è stato poco assistito da un Khedira compassato e lento e un Matuidi un po’ troppo acciabattone, non fosse altro per gli inammissibili insulti razzisti che ancora una volta riempiono le pagine di cronaca sportiva, e che di certo non troveranno gloria in questo articolo.
Tuttavia, è stato proprio nel momento più difficile e complicato che si è saputo decifrare il match e dove è fuoriuscito il cinismo della grande squadra in cui la superiorità tecnica ha saputo farsi luce direttamente dalla fascia.
Non a caso Douglas e Bernardeschi si sono fatti largo con la loro classe nel momento più difficile della partita. Max Allegri e la società sono ben consapevoli della loro importanza, del fatto che la scena dovranno prendersela di diritto proprio loro sul campo in vista degli appuntamenti più importanti di questo nuovo anno. Madama è stata modellata su misura per sfruttare principalmente il potenziale dei suoi esterni, perchè è lì che risiede la chiave di svolta e di lettura bianconera. Probabilmente si tratta della posizione più complessa ma sicuramente più efficace di questa Signora. Data la vastità dell’area di gioco che sanno occupare, l’introduzione di questi due giocatori in corso della gara (in special modo) o a partire dall'inizio ha portato e porterà ad una maggiore varietà di soluzioni decisive, consentendo al mister la scelta su come formare il centrocampo a seconda dell’incontro da affrontare e delle caratteristiche degli avversari.
Essere sulla panchina della Juventus per molti anni è un pregio, ma sicuramente non può essere un caso. Allegri questo lo sa bene, e ha ben concepito dall'alto della sua esperienza a tinte bianconere, come la svolta nella seconda parte (la più importante) della stagione sia determinante e decisiva per le sorti di Madama che potrà così calare le carte della resistenza fisica, della freschezza e lucidità dell'ultimo passaggio, del passo irregolare che può essere anche accorciato in caso di necessità nel pressare gli avversari, dall'estrema abilità nei passaggi (sia lunghi che corti) che possono "tagliare" le gambe ad avversari stanchi nella corsa con buone doti di tiro, viste le frequenti occasioni di conclusione dal limite dell’area che possono capitare a questo tipo di giocatori, per non ripetere quei piccolissimi errori (se così si possono chiamare) commessi nel momento cruciale della stagione europea. Le funzioni principali degli esterni bianconeri si riveleranno essenziali e decisivi proprio quando la pesantezza di una stagione alle spalle si farà sentire nel momenti clou, dove il margine di errore dovrà essere pressoché pari a zero. E includendo così il recupero dei palloni in fase difensiva, l’impostazione fulminea delle azioni d’attacco e l'assistenza agli attaccanti contribuendo alla finalizzazione, risulteranno essere probabilmente la carta vincente.
Loro, proprio loro che sono come fulmini a ciel sereno e che, in fin dei conti, sono le ali della squadra....quelle necessarie per volare.
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