CHRISTMAS TRE(E)
Zero gradi precisi allo Stadium e sprazzi di neve a terra hanno accolto e saputo riscaldare i trentanovemila cuori dei tifosi bianconeri restituendo prestigio ad un trofeo che vede la Signora primeggiare a suon di record. Ma ciò che più è risaltato agli occhi, alla fine, è stata una difesa sempre più blindata accompagnata da un attacco brillante nuovamente in versione HD che ha ritrovato nel numero dieci bianconero la "Joya" nel gonfiare la rete di cui era rimasta orfana per troppo tempo probabilmente, ma non abbastanza per chi ha saputo aspettare e mai ha dubitato delle enormi potenzialità dell'ex Palermo. Madama si è presentata all'appuntamento per scavalcare la folta trincea rossoblù con un intenso palleggio accompagnato da improvvise verticalizzazioni pronte a cercare Dybala, e soprattutto con le fiammate sulle fasce di Bernardeschi e Douglas Costa su tutti che di poco hanno sfiorato l'appuntamento col gol. Non a caso, però, sulle fasce la Signora ha avuto meno appigli del solito, inanellando qualche cross a vuoto, mancando di una delle sue torri di movimento come Mario e Gonzalo al centro dell'area. Il Genoa si è trovato dunque a dover affrontare questo inesorabile assedio, reso odioso da qualche leziosità, con interventi e raddoppi a volte molto proficui senza mai snaturarsi troppo o spingendo realmente sul pedale dell'accelerazione.
Nella gran parte del match la Juve è stata un pò meno rapace di quel che ci si aspettava rispetto ad un Grifone che, nonostante le tante assenze importanti, ha potuto ragionare, orchestrando discese e triangolazioni a volte irritanti per Madama. Paradossalmente il divario tecnico si è manifestato proprio in questi momenti, di pari passo con la stazza fisica dei bianconeri in cui nell’uno contro uno i rossoblù non l'hanno spuntata mai. Infine è stato un gioco da ragazzi per mister Allegri calare la carta Higuain per ampliare definitivamente il divario tra le due squadre chiudendo la pratica quarti di finale, dove a catturare le attenzioni sarà proprio il derby della Mole.
Prove di Roma, dunque, dato che sta salendo inesorabilmente la febbre del sabato sera in vista del match all'Allianz Stadium contro i giallorossi di Di Francesco che, in attesa della partita di recupero, hanno potenzialmente gli stessi punti di Madama.
Sarà una partita importante, ma non decisiva per la Signora che sta scommettendo su se stessa nell'impegno di ristabilire un'egemonia che sembrava perduta per molti, ma che invece si è mostrata semplicemente in fase di collaudo e sostanzialmente in fase di rilancio, ormai smaliziata dall'esperienza dei grandi incontri per raggiungere l'apice del pragmatismo: dura ma anche disposta al compromesso tattico e piena di attenzioni. Questo è il diktat di Max Allegri, un ricercatore della formazione giusta con estrema prudenza e calzante in base agli uomini da schierare in campo e alla loro tenuta fisica, uno che ha capito bene come occorra non lasciarsi ammaliare da slogan, giochi estetici e varie mode di turno. Per niente perfetta, ma semmai cinica al momento propizio e spesso e volentieri prudente: è questo quello che chiede ai suoi ragazzi, di essere precisi nel giusto momento, senza distrazioni e con uno stile di gruppo riconoscibile solo a se stesso, senza far trasparire nulla all'avversario che questa volta avrà come condottiero un allenatore che ha già affrontato e ha saputo far male ai bianconeri seppur nelle vesti neroverdi di Sassuolo. Eusebio Di Francesco, uno bravo, pieno di buoni sentimenti, e privo di pelo sullo stomaco ogni volta che si presenta in conferenza stampa e a bordo campo. Per lui il turn over in Coppa Italia è stato sì un buon escamotage per tenere tutti i giocatori sotto tensione in vista di sabato, ma che gli è valso l'eliminazione dalla competizione.
Di Francesco da una parte, di scuola zemaniana che con la Roma sta lì nonostante segni poco e abbia la miglior difesa del campionato, e Allegri dall'altra che con un rinnovato atteggiamento e spirito di squadra ultra offensivo alla ricerca di conferme di quella ritrovata solidità difensiva di chi cerca sempre il giusto equilibro in ogni zolla del prato.
In attesa delle feste, vediamo chi in questo classico italiano scarterà e troverà per primo il regalo più bello sotto l'albero di Natale...sotto un Christmas Tre(e) punti.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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