Alajbegovic, non guardate soltanto il gol: la Juventus ha tra le mani qualcosa da costruire
Il gol è bellissimo, il dato sulla precocità affascina, ma probabilmente la cosa più interessante di Kerim Alajbegovic è tutto quello che ancora non è, perché a diciotto anni non bisogna cercare un giocatore completo, bisogna cercare segnali e quelli mostrati dal giovane juventino sono parecchi.
Non ha paura
La prima qualità è forse la più difficile da allenare, Alajbegovic chiede il pallone, prova il dribbling, sbaglia e riprova, non sembra condizionato dal peso della maglia o dalla possibilità di commettere un errore. In una squadra che nelle ultime settimane ha mostrato anche qualche paura, questa leggerezza rappresenta una ricchezza, ha ancora tantissimo da imparare, proprio qui bisogna evitare l'errore, non trasformarlo immediatamente nel salvatore della Juventus. Alajbegovic deve migliorare nella continuità, nelle scelte, nella lettura delle situazioni, nel capire quando puntare l'avversario e quando liberare velocemente il pallone. Deve crescere tatticamente e imparare a incidere anche nelle partite nelle quali non trova trenta metri di campo davanti, sono limiti normali per un ragazzo della sua età, anzi, sono proprio questi limiti a rendere interessanti i suoi margini.
Spalletti deve proteggerlo senza frenarlo
Gestire un talento significa trovare un equilibrio delicatissimo, non caricarlo di aspettative impossibili, ma nemmeno proteggerlo al punto da impedirgli di giocare, Spalletti finora gli sta concedendo fiducia.
E il ragazzo lo riconosce: «Questa vittoria è un messaggio alle nostre avversarie - ha detto dopo il fischio finale -, abbiamo giocatori di altissimo livello. Il mister è straordinario, una bravissima persona: mi sta dando tanto spazio in campo e per questo lo devo ringraziare».
Il bello deve ancora arrivare
Il NEC gli ha concesso spazi nei quali divertirsi. Le partite più complicate gli chiederanno altro. È lì che capiremo quanto velocemente potrà crescere.
Ma la Juventus non deve avere fretta.
Alajbegovic oggi non deve dimostrare di essere già un campione. Deve dimostrare ogni settimana di poter diventare più forte. Il gol europeo è una fotografia bellissima, ma la notizia migliore sono i margini che ancora possiede. La Juve potrebbe avere trovato non un giocatore finito, ma qualcosa di molto più prezioso: un talento da costruire.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

