LA LANTERNA VERDE - Non si vive di solo passato… e si deve perdonare

LA LANTERNA VERDE - Non si vive di solo passato… e si deve perdonare
giovedì 12 ottobre 2023, 00:05Il punto
di Fabrizio Ponciroli

Quanta nostalgia… Per chi ha un cuore a tinte bianconero, la festa evento per i 100 anni della famiglia Agnelli alla guida della Juventus è stata un saliscendi di emozioni. Personalmente, mi sono commosso nel rivedere Zidane con la casacca della Vecchia Signora. Ancora un bel vedere… E, lo ammetto, ho esultato al gol iniziale di Torricelli, uno che si è fatto da solo e che, a suon di sacrifici, ha meritato di essere in quel campo a festeggiare la gloriosa storia della Juventus. Una festa riuscita (peccato per l’assenza di Andrea Agnelli) ma, per quel che mi riguarda, credo che il passato, seppur glorioso, debba essere ricordato, appunto, una volta ogni 100 anni se ti chiami Juventus.
Percepisco, soprattutto sui social, un desiderio di riavere quei giocatori al giorno d’oggi. “Sono più forti loro di chi c’è adesso” è il leitmotiv di tanti post. In effetti, la maggior parte delle leggende viste in campo alla festa giocherebbero titolari in qualsiasi squadra al mondo di oggi, se potessero riportare le lancette del tempo all’era in cui erano giovani ed ambiziosi. Tuttavia, quelle leggende stanno bene dove sono ora, ossia nel libro dei ricordi. C’è una citazione che amo: “Non indugiare sul passato, non sognare il futuro, concentra la mente sul momento presente”. La condivido in pieno. Ogni tanto, sfogliare l’album dei ricordi fa bene al cuore e all’anima ma se si perdesse troppo tempo a pensare a quanto è stato bello il passato, non avremmo tempo per vivere il presente. Non c’è correlazione tra le due realtà, quella favoloso del passato bianconero e quella, tutta da decifrare, attuale. Non vale solo per la Juventus… Il calcio è cambiato, le stelle (quelle vere) sono diminuite tanto da essere una specie in via d’estinzione. Oggi non c’è spazio per il talento puro, se non a piccole dosi e solo in determinate circostanze.

Non me ne voglia nessuno ma credo che, alcuni dei meravigliosi fuoriclasse del passato, faticherebbero nel calcio moderno dove il fisico e il ritmo sono determinanti. Che sia chiaro, preferivo il calcio di allora ma, è un dato di fatto, il calcio è diventato uno sport diverso, così come i suoi interpreti. Bisogna adeguarsi ai tempi e capire come gioire di quello che abbiamo ora. Chissà, magari tra 100 anni, alla nuova festa, vedremo in azione alcuni dei giocatori che militano ora in bianconero (ci credo poco ma la speranza è l’ultima a morire).
Una riflessione la voglio fare su Conte. Ho letto giudizi pesanti nei suoi confronti. C’è chi l’ha definito “un imbucato ad una festa che non gli appartiene”. Non sono d’accordo. Ha giocato 295 partite con la casacca bianconera, vincendo tanto e dando tantissimo. Nel 2011, contro lo scetticismo generale, ha riportato la Juventus alla vittoria. Vero, poi ha fatto scelte difficili da accettare per un tifoso bianconero ma comprensibili per chi capisce come il calcio moderno sia, essenzialmente, business e opportunità. Non dimentico il suo passato (glorioso) alla Juventus ed è stato invitato alla festa solo per i suoi trascorsi alla Vecchia Signora non per giudicare la sua carriera da allenatore. Io l’ho perdonato per gli errori commessi alla Juventus e le sue successive scelte professionali, certo che abbia sempre dato il massimo quando difendeva, con fierezza, i colori bianconeri. Il calcio è cambiato e, per chi vive di ricordi, è difficile accettarlo… e forse anche perdonare certi atteggiamenti…