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Spalletti, parla l'amico Siviero: "Ha saputo rivoltare la Juve come un calzino, ma gli è mancato il centravanti. Il club gli darà un grande mandato quest'estate"

Spalletti, parla l'amico Siviero: "Ha saputo rivoltare la Juve come un calzino, ma gli è mancato il centravanti. Il club gli darà un grande mandato quest'estate"TuttoJuve.com
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di Mirko Di Natale

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex calciatore e amico di Luciano Spalletti, Francesco Siviero, che ha commentato gli ultimi avvicendamenti riguardanti il tecnico di Certaldo e non solo:

La Juve si sta avvicinando a piccoli passi alla Champions League, forse con qualche punto di troppo perso per strada. Spalletti sta riuscendo nel suo obiettivo, o no?

"Ho visto le ultime prestazioni, è riuscito a vincere a Lecce e a pareggiare un match stregato col Verona in cui hanno avuto il 75% di possesso palla e Montipò è stato il migliore in campo a fine partita. In un momento di grande confusione arbitrale, per fortuna, c'è ancora chi onora la Serie A come una squadra retrocessa. Questo fa bene al calcio, non alla Juve che avrebbe meritato una sorte senz'altro differente. La performance degli scaligeri, per concludere, è stata uno spot alla sportività".

A Lecce è arrivata una vittoria importante che ha consentito alla Juve di superare il Milan e di issarsi al terzo posto. Secondo te Spalletti riuscirà a chiudere ai piedi del podio in queste ultime due partite?

"Saranno due sfide molto importanti, a partire da quella con la Fiorentina che Luciano sentirà molto. Lui ci tiene sempre a fare bella figura contro la squadra in cui ha giocato nelle giovanili, poi c'è il derby che è sempre una partita a sé. Io mi auguro possa riuscire a chiudere in terza posizione. Sicuramente aver ritrovato Vlahovic è stata una grandissima notizia, al di là dell'aspetto contrattuale che passa in secondo piano. Sto vedendo una Juve sempre orgogliosa e nettamente diversa dai primi approcci dell'anno, il pubblico pur non vedendo una vittoria col Verona ha applaudito i giocatori a fine partita. Questo è importante, significa che ha riconosciuto il valore e la bontà del lavoro di tutti quanti".

Hai citato Vlahovic poc'anzi, a tuo parere spingerà per rinnovarlo?

"Spero, a parere personale, nel rinnovo. Il problema di quest'anno è stato il terminale offensivo, al di là dell'impegno di chi ha giocato lì davanti. Poi è chiaro che parlare dopo è sempre facile, ma oggi la Juve sarebbe in un'altra posizione probabilmente. Qui è mancata la struttura, non puoi fare tutti quei cross e nessuno riesce ad arrivarci. Luciano ha inventato punta Boga, ma non ha la garra di Vlahovic e le caratteristiche di un centravanti. C'è poi da registrare un'inflessione di Yildiz dal punto di vista fisico. In tutto ciò, però, credo che il mondo bianconero sia contentissimo del suo operato".

Credo che analizzando anche le sue parole, perché dice molto a fine partita, lui voglia anche un giocatore come Bernardo Silva tra le linee.

"Io e Luciano ci siamo sentiti una ventina di giorni fa, senza parlare di calcio. Lui sotto questo aspetto è molto abbottonato, giustamente. Evincendo le sue parole sentite alla fine delle partite, credo anche io voglia un giocatore del genere che abbia le caratteristiche di una seconda punta. Per me vorrà due giocatori in ogni ruolo".

Avevamo commentato, l'ultima volta che ci eravamo sentiti, il rinnovo di Spalletti e parlavamo di una stagione con opzione per la seconda. E invece il mister ha rinnovato per due anni diretti, senza vincoli o altro. Sei rimasto stupito da tutto ciò?

"Sì, mi ha sorpreso. Perché in genere è abituato a fare un passo alla volta, per capire meglio le nuove situazioni, qui invece ha firmato per due anni. La società gli darà un grande mandato per l'estate, ma con questo rinnovo ha voluto dare stabilità e chiarezza a tutti quanti. Prima vedevo rilassatezza e svogliatezza, oggi vedo giocatori pronti a tutto per la Juve. C'è stata la crescita esponenziale di molti singoli come Kelly, McKennie che ha fatto un campionato strepitoso, Locatelli e Conceição. Se fossi un dirigente bianconero, a Luciano darei le chiavi del mercato come hanno fatto".

Senza dimenticare anche Pierre Kalulu, oltre ai nomi che hai già fatto.

"Kalulu non dico fosse un oggetto misterioso, ma non aveva questa stima da parte dello staff tecnico. Lo trovi dappertutto, è un giocatore che ora attacca gli spazi come un attaccante e solo l'offside di Vlahovic gli ha impedito di gioire a Lecce. Poi non si vede spesso il cross di un terzino e la finalizzazione dell'altro. Era 1-0 contro il Lecce e continuava ad attaccare, ma d'altronde questa è sempre stata una sua caratteristica".

Che hai pensato quando ha accettato la Juve?

"Quando ha accettato la Juve, ho pensato che fosse una bella gatta da pelare. Non gli davo un centesimo, invece è riuscito a rivoltare tutto l'ambiente come un calzino e a migliorare la squadra nel gioco. Non dimentichiamoci che ci sono stati episodi controversi come l'espulsione di Kalulu a Milano, non era facile rialzarsi da quel torto subito".

Curiosamente, Spalletti aveva sfiorato almeno in un paio di circostanze la Juventus. Credi sia arrivato nel momento giusto?

"Secondo me, non ho la certezza, poteva arrivare prima di Allegri nel 2014. Marotta lo aveva già avuto a Venezia e avrebbe voluto nuovamente lavorare con lui. Ma credo che in quel momento fosse ancora vincolato allo Zenit San Pietroburgo, però in generale penso che Luciano sia arrivato nel momento giusto di carriera alla Juve".

Parlando di attaccanti, che ne pensi se la Juve dovesse tornare su Mateta?

"Mateta, se dovesse essere l'obiettivo dell'attacco bianconero, farebbe molto bene sotto la guida di Luciano. Non vedo perché non dovrebbe avere dei benefici nel suo gioco che tende ad esaltare sempre le doti da goleador di un attaccante. Ma poi, allargando il discorso, secondo me vedremo anche un altro Zhegrova se resterà a Torino. E' un giocatore fantastico che ha dato molto meno di quello che poteva dare".

Conceição, invece, deve migliorare dal punto di vista realizzativo.

"Segna poco rispetto alle grandi occasioni che costruisce, ma vedremo il prossimo anno come andrà. Credo, però, che in percentuale sia il calciatore della Juve che ha fatto prendere più ammonizioni agli avversari. Un allenatore, a prescindere che ami o meno le statistiche, deve tenere in considerazione questi numeri". 

Si ringrazia Francesco Siviero per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.