LA JUVE IN GOL - CHIAMATELO IL GIORNO DELLA MEMORIA CORTA.
Potremmo titolarlo il Giorno della Memoria corta.
In casa Juventus tutti presenti in memoria delle 39 vittime della tragedia dell'Heysel Tutti presenti e tutti vicini ma con gli sguardi lontani. A partire da Spalletti e da Comollì che hanno passato una settimana di chiacchiericcio sui giornali, gli sguardi non sembrano essere incrociati verso l'obiettivo comune. Passano i minuti e sale la commozione. La Juventus posta il momento e il Torino lo ricorda via social. Ai tifosi della Juve sale la pelle d’oca perché certi momenti non si scordano mai e viene in mente una Juve seguita ovunque dai propri sostenitori, anche in stadi pericolosi e fatiscenti come quello di 41 anni fa. Era una Juve fatta da uomini con un unico grande obiettivo comune che era, tanto per cambiar sempre lo stesso: vincere.
Ci siamo commossi tutti, ma questo non è bastato per dare sensibilità ad alcuni organi di Stampa.
Il Giorno della Memoria corta, dicevamo. Perché non tutti i media hanno ricordato a dovere quella sera. Qualcuno ricorda più altre tragedie di fronte alle quali non ci deve essere colore, ma soltanto un'unica intenzione ricordare tutti assieme. Invece persino nella tragedia non troviamo condivisione, non troviamo unione nazionale, troviamo addirittura ancora degli sfottò fuori luogo. La tragedia non ha colore la tragedia è tragedia e basta. Verso sera poi i dirigenti della Juventus hanno approfittato per un primissimo incontro, dove ci fanno sapere aver pianificato la base della discussione per un futuro certo della Juventus che verrà, competitiva e basata su linee unitarie del mercato. Che poi tradotto significa che l’ingegnere sarà vicino alla sua squadra e ai suoi dirigenti, promettendo investimenti seri per farli lavorare in pace.
La situazione resta in evoluzione, siamo solo ai primi passi della nuova stagione.
Di fatto la Juventus vive di anime diverse e l'allenatore, assieme all'amministratore delegato, punta ad una stagione competitiva, a patto che il mercato venga fatto in una certa maniera. Spalletti sarà contento solo se compreranno dei giocatori che lui riterrà utili per tornare ad essere vincente. Le prime mosse lo hanno lasciato perplesso per utilizzare un eufemismo. Da Silva a Alisson passando per Vlahovic. Non siamo partiti benissimo ma il tempo gioca a nostro favore per rimediare. Di fatto il mercato vero ancora non è cominciato. Non basteranno, però, le rassicurazioni della proprietà per smussare la situazione che su è venuta a creare. Se Comolli prende giocatori forti e utili per il modi di giocare del suo allenatore bene, altrimenti…
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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