Marchese a RBN: "Comolli paga l'operato non il non parlare italiano. Chi cederei in estate?"
Le parole dette ieri alla stampa in un incontro privato con Damien Comolli hanno inziato dalle prime luci dell'alba a riempire le bocche di tifosi bianconeri e non solo. Non è ancora chiaro se il motivo di tale pomeriggio organizzato nei minimi particolari sia stato voluto per ricercare un legame con una stampa ultimamente sempre meno amica o se per chiudere, come fa ogni azienda multimilionaria, la stagione con un incontro generico ma preciso. Ne abbiamo parlato insieme a Domenico Marchese, collega di La Repubblica, durante RBN Cafè. "Credevo al fatto che Yildiz fosse incedibile fino a quando non l'ha detto Comolli ieri, scherzo ovviamente. Diciamo perà che le grandi squadre non vendono i grandi giocatori, cosa che non elimina però la poca fiducia nel dirigente francese da parte della stampa italiana. Viene giudicato l'operato di questa stagione più che le parole. Non parla ancora bene l'italiano? Se la Juve fosse arrivata ad un punto dalla vittoria del campionato nessuno avrebbe fatto caso a questo. Dunque non penso che sia quello il problema. Il suo più grosso difetto credo sia la totale mancanza di empatia. Bisogna sempre usare il condizionale e rimanere abbottonati, non sbilanciandosi troppo.
Le cessioni di cui ha anche parlato Comolli? Per me i nomi più caldi sono uno tra Bremer e Cambiaso e l'altro potrebbe essere Conceicao. Probabilmente vendere Thuram sarebbe un sacrificio più sostenibile rispetto al portoghese, però bisogna valutare com'è stato l'andamento nelle sue ultime partite: il portoghese è sempre stato al centro delle azioni bianconere, mentre il francese ha avuto degli acciacchi e in alcune partite è stato completamente assente".
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