IL SANTO DELLA DOMENICA - LE FOLLIE PRE DERBY E LE FOLLIE IN CAMPO. SI CHIUDE UNA STAGIONE FALLIMENTARE
Scoprire che nel 2026 non si può accedere in uno stadio con i colori della propria squadra del cuore per motivi di sicurezza dimostra come il calcio italiano sia ormai allo sbando più completo. Chissà se il Torino ha provato un minimo di vergogna nel diramare il comunicato che, dico la verità, in un primo momento speravo e credevo fosse un “ fake” creato magari dall’intelligenza artificiale. E invece no, amici miei, è tutto vero tutto partorito dall’intelligenza umana. Facciamocene una ragione, in Italia ci sono stadi, molti purtroppo se non quasi tutti, dove la Juventus è sinonimo di odio, dove il pullman viene accolto a sassate, dove i giocatori vengono appellati come ladri o dopati, dove i tifosi non possono andare con i simboli della loro squadra. Perfino la Questura di Torino ha dovuto smentire il comunicato del Torino, sottolineando che non esistono divieti o limitazioni. Ma la sostanza del messaggio resta immutata.
Permettetemi di aggiungere che tutto questo si dovrebbe trasformare in una lezione anche per la nostra società: molto brava nello stigmatizzare la decisione del Torino, ma ancora troppo “ morbida” con i tifosi avversari che nel loro settore possono portare ogni qualsiasi cosa al contrario di quello che invece accade nella curva sud. Meditate gente meditate perché non è mai tardi per invertire una tendenza che sta assumendo scenari incredibili.
Chissà se queste vicende extra campo stimoleranno una squadra che con la Fiorentina ha toccato il fondo decidendo di uscire dalla Champions. Ormai è troppo tardi, ma almeno la dignità di vincere il derby contro una squadra, come quella granata che fa della partita con la Juve l’unica ragione di vita, ci auguriamo che venga fuori. Spalletti in conferenza stampa ha provato a difendere il suo gruppo, e come allenatore fa bene, ma la verità è che niente può essere difeso o giustificato. I mancati introiti della Champions peseranno sulla prossima campagna acquisti, che dovrà essere oculata e intelligente, ma soprattutto messa in mano a chi ha le competenze giuste. Fa bene Spalletti a sottolineare la volontà di contribuire alla costruzione della squadra del prossimo anno che passerà inevitabilmente da diverse cessioni.
Lo dico sinceramente, al momento nessun giocatore, eccezion fatta per Yildiz e pochi altri, merita la definizione di “ incedibile”. C’è un gruppo storico ( definiamolo cosi) che ha fatto il suo tempo, che ha vinto pochissimo e probabilmente non ha più niente da dare. Partire da queste cessioni potrebbe essere la chiave iniziale per andare incontro ad una rivoluzione che Spalletti nega, ma che oggi è davvero indispensabile. Il fondo in questa stagione la squadra lo ha toccato già diverse volte, attenzione, e lo dico ai giocatori, a non restare nella storia della Juventus come uno dei peggiori gruppi di sempre. Perdere il derby vi avvicinerebbe molto a questo pessimo traguardo.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

