Da Farsopoli a Silenziopoli, le verità che nessuno vuole dire. Moggi, Galliani e la storia riscritta. John, di’ qualcosa di juventino...

Da Farsopoli a Silenziopoli, le verità che nessuno vuole dire. Moggi, Galliani e la storia riscritta. John, di’ qualcosa di juventino...
Oggi alle 00:55Il punto
di Luigi Schiffo
Dalle parole di Adriano Galliani fino alle recenti vicende giudiziarie legate al calcio italiano: un editoriale che torna su Farsopoli e sul silenzio attorno ai nuovi casi che coinvolgono il sistema calcistico.

“Capello sul campo ha vinto due scudetti con la Juventus. Nel 2006 in Italia si è verificato l’unico caso al mondo con il terzo che diventa primo: in cielo gli ultimi diventano i primi, sulla terra i terzi sono diventati i primi”. Sono le parole pronunciate l’altro giorno da Adriano Galliani, oggi senatore, ma all’epoca amministratore del Milan e presidente della Lega Calcio (fino alla squalifica di 5 mesi per Farsopoli, mica la radiazione di Moggi…).

Galliani e la ricostruzione sull’estate del 2006
 

Ora, dopo vent’anni, casomai ce ne fosse bisogno, queste parole certificano cosa sia stata davvero Farsopoli: un’enorme messa in scena giudiziario-mediatica, fondata su intercettazioni privatamente disposte sull’asse Telecom-Inter e finalizzata a disintegrare la Juventus e la sua dirigenza, con effetti collaterali ridotti per altri, Milan in testa (che poté giocare e vincere la Champions successiva).

Le intercettazioni e il ruolo del Milan
 

Perché queste parole certificano una volta di più che nel 2006 è stata una farsa? Perché Galliani nel 2006 era quello che diceva al telefono con Meani (addetto agli arbitri del Milan), vantandosi di aver fatto spostare un turno di campionato con la scusa della morte del Papa in modo da poter recuperare Kakà e Shevcenko: “Abbiamo slittato, ma lei pensa che io dormo? Anche perché quel figlio di p…. di Moggi ha detto a Preziosi: ‘Galliani l’ha fatto apposta perché così recuperano i sudamericani e Shevcenko’. Con l’Inter ce l’abbiamo già, dopo pensiamo a quelli di Torino, perché l’accoppiata Capello-Moggi è….micidiale”. Senza dimenticare che a metà maggio del 2006, Berlusconi dichiarò: “Esigiamo che ci restituiscano i due scudetti che ci spettano. Siamo stanchi di subire ingiustizie”. Evidentemente vent’anni fa i secondi potevano arrivare primi…

Il confronto con il calcio italiano del 2026
 

Le dichiarazioni dell’altro giorno di Galliani hanno anche un altro effetto collaterale: sottolineare la differenza di clima mediatico tra 2006 e 2026. Oggi c’è un’indagine in corso della Procura di Milano per frode sportiva, capo d’accusa per cui è imputato l’ex designatore arbitrale Rocchi, accusato, tra l’altro di aver scelto un “arbitro gradito all’Inter” e di aver “schermato la designazione di un arbitro” sgradito ai nerazzurri, a seguito per altro di un incontro nel ventre di San Siro. Sono sfilati davanti al pm Ascione tra gli altri l’addetto agli arbitri dell’Inter (Schenone), il responsabile dei calendari della Lega (Butti, ex team manager dell’Inter) e il responsabile dell’ufficio legale FIGC Viglione (a bordo campo a festeggiare uno scudetto dell’Inter con Marotta e Inzaghi).

I rapporti istituzionali e il diverso clima mediatico
 

Ci sono testimonianze di incontri tra Marotta e il ministro Giorgetti, la cui figlia è “Football Travel Officer” dell’Inter, e di incontri con Marotta di Butti e Viglione appena ascoltati dal magistrato. Eppure Silenziopoli. Mentre vent’anni fa era tutto un ricorrersi di prime pagine per demonizzare “la cupola di Moggi” tra ministri amici, procuratori, rapporti con i designatori e persino pagamenti in nero (oggi sui bilanci dell’Inter, le sponsorizzazioni e i passaggi di proprietà si potrebbe scrivere un’enciclopedia…).

Il silenzio della Juventus e il paragone con il passato
 

Un clima tale da creare quel “sentimento popolare” su cui si sono basate le sentenze di Farsopoli (parole del giudice Serio). Anche oggi ci sono i vertici federali e arbitrali azzerati, ma tutti si guardano bene dall’invocare una “giustizia sportiva rapidissima”, la fine dei “conflitti di interesse” o un commissariamento. Silenziopoli. Compresa la Juventus.

Credo infatti che ai tifosi della Juve, a maggior ragione in questo momento, farebbe piacere anche sentire un parere di John Elkann su Farsopoli. John Elkann che è approdato al timone bianconero dopo Farsopoli e dopo la seconda farsa delle plusvalenze. John Elkann che in sette anni di gestione della Juventus (dopo il 2006 e dopo il 2023) ha messo in bacheca una Coppa Italia. Il cugino Andrea Agnelli in 13 anni ha conquistato 9 scudetti, 5 Coppe Italia e 5 Supercoppe Italiane (con due finali di Champions League disputate).

La chiusura con la citazione di Moretti
 

Come avrebbe detto Nanni Moretti: “John, di’ qualcosa di juventino”.