IL SANTO DELLA DOMENICA - IL GIORNO DEL DENTRO O FUORI, MA LA VERITA' E' CHE AVETE UCCISO IL CALCIO
Si è vero oggi è il giorno di Juventus Fiorentina, partita fondamentale per la ricorsa al piazzamento Champions, ma quello che è accaduto in questa folle settimana non può passare in secondo piano. Perché ci hanno rimesso i tifosi, ci ha rimesso la credibilità del sistema ( mai parola fu più adeguata) calcio ma soprattutto si continua a dare picconate a quello che era il gioco più bello del mondo. Cosi si uccide la passione, si calpesta la fiducia che ogni singolo tifoso ha, o aveva, in chi guida questo carrozzone ormai allo sbando. Non ci bastava l’era Gravina, no adesso si deve passare pure dal duo Simonelli De Siervo, con la complicità, dispiace dirlo, delle società che accettano e avvallano le storture viste da lunedi scorso sino a giovedi sera.
Evidentemente per lor signori ciò che conta è che lo spettacolo ( si ma quale) vada avanti in qualsiasi modo e alle loro regole, conta aver dimostrato che la partita su orari e giorno di gara sia stata vinta dalla Lega, che oggi si può permettere pure di incidere sull’ordine pubblico. Insomma una guerra di potere che ha portato il paese Italia a farsi ridere dietro da tutto il mondo calcistico e non. Siamo questi amici miei e se vogliamo continuare ad amare la nostra squadra, a seguirla e soffrire e gioire per lei saremo costretti a sorbirci ancora questi teatrini dell’orrore per chissà quanto tempo ancora.
Teatrini che comprendono la seconda carica dello Stato che fa l’ultras in diretta televisiva per un trofeo vinto, comprendono candidature per la federazione che fanno rabbrividire, dove ci dobbiamo augurare solo che vinca il male minore, comprendono parabole sui valori raccontate da chi i valori li ha calpestati. Comprende tutto questo con l’unica soluzione di turarci pesantemente il naso.
Poi c’è il campo. Guai oggi a guardare quello che faranno gli altri. La strada è segnata, la Juve deve solo vincere e non fare calcoli. Stessa cosa che dovranno fare i tifosi. Mettete via i telefonini e concentratevi soltanto su quello che accadrà a Torino. E una preghiera a Luciano Spalletti. Mancano 180 minuti, 180 minuti che segneranno la stagione: in campo solo chi sta bene mentalmente ed è pronto alla battaglia. Agli altri una bella pacca sulla spalla e appuntamento al mercato estivo.
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