Calendari folli, disastro organizzativo e scene da film comico: dilettanti allo sbaraglio e Serie A nel ridicolo. Qualcuno salvi il calcio italiano da questa "pirateria"

Calendari folli, disastro organizzativo e scene da film comico: dilettanti allo sbaraglio e Serie A nel ridicolo. Qualcuno salvi il calcio italiano da questa "pirateria"
Oggi alle 01:03Il punto
di Luigi Schiffo
Altro che pirateria: il vero problema del calcio italiano è chi lo gestisce. Il calcio italiano tra disorganizzazione e mancanza di rispetto

Qualcuno salvi il calcio italiano. Ormai è un appello ricorrente, tra vertici azzerati per dimissioni o inibizioni, indagini per “frode sportiva”, polemiche per l’uso del VAR senza parità di trattamento, eliminazioni dai Mondiali, scarsa attrattività per i grandi campioni, proprietà societarie fumose, bilanci in difficoltà, discesa nel ranking Uefa (ora la serie A è quinta alle spalle anche del Portogallo) e da ultimo per la conclamata incapacità organizzativa della Lega Serie A emersa con la vicenda dell’orario delle cinque gare della penultima giornata decisive per l’assegnazione di tre posti in Champions e due in Europa League. La contemporaneità delle partite nelle ultime due giornate, del resto, è una norma che la Lega si è data per dare maggiore credibilità e regolarità ai risultati finali della stagione (e su questo si potrebbe aprire un altro capitolo, che rimandiamo alla prossima volta).

Calendari e polemiche: il caso derby di Roma-Internazionali
 

Sulla redazione del calendario di Serie A abbiamo più volte eccepito a proposito della disparità di trattamento tra la Juventus e altri club in relazione alla distribuzione delle gare “pesanti” a ridosso degli impegni europei (con la gemma del derby all’ultima giornata), ma ora si è superato il limite della decenza e del ridicolo: prevedere il derby di Roma in contemporanea con la finale degli Internazionali di Tennis che si svolgono nell’impianto adiacente all’Olimpico e le cui date sono nate un anno prima, per di più con il “fenomeno Sinner” in pieno corso, è da dilettanti allo sbaraglio.

Le responsabilità della Lega Serie A
 

“Scusi, ma questo è del mestiere?” avrebbe chiesto Checco Zalone a proposito di Andrea Butti, responsabile dei calendari (e sentito per altro in Procura a Milano nei giorni scorsi) o dell’amministratore De Siervo o del presidente Simonelli.

Tifosi e squadre penalizzati
 

Sarebbe davvero una scena da film comico: braccio di ferro Prefettura di Roma-Lega Serie A, ricorso al TAR e dichiarazioni incredibili, se non fosse che è una colossale mancanza di rispetto:

I disagi per i tifosi
 

nei confronti di migliaia di tifosi che non hanno potuto organizzare in tempi ragionevoli trasferte anche di centinaia se non migliaia di Km per seguire la squadra del cuore (forse Butti, Simonelli e De Siervo non sanno che le squadre di Serie A non hanno tifosi solo nella città in cui si gioca la partita?); quegli stessi tifosi che, nonostante tutto quello succede sui campi della Serie A e nei loro dintorni, continuano a immettere passione e denaro negli stadi; quegli stessi tifosi per cui una partita al sabato, alla domenica o al lunedì non è la stessa cosa né dal punto di vista logistico e organizzativo, né dal punto di vista dei costi, né dal punto di vista della possibilità di conciliare il calcio con il lavoro

Le difficoltà per allenatori e squadre
 

nei confronti delle squadre e degli allenatori, che fino all’ultimo momento non hanno saputo come impostare la settimana di lavoro in preparazione della partita: se giochi domenica alle 12,30 c’è bisogno di un certo tipo di avvicinamento (tipologia di allenamenti, alimentazione, orari), se giochi il lunedì alle 20,45 si tratta di una cosa completamente diversa. Forse Butti, De Siervo e Simonelli pensano al calcio amatoriale con uno o due allenamenti settimanali per cui giocare il sabato o la domenica è lo stesso, basta saperlo il giorno prima

Credibilità e valore della Serie A
 

3) nei confronti della credibilità, della regolarità e della “vendibilità” televisiva e pubblicitaria della Serie A che i suoi dirigenti dovrebbero avere come primo obiettivo. E non ci vengano a raccontare che la contemporaneità degli ultimi due turni è la panacea da questo punto di vista. O che il problema del calcio italiano è la pirateria.

“Qualcuno salvi il calcio italiano”

Qui gli unici pirati sembrano davvero coloro che guidano o hanno guidato fino a ieri il calcio italiano in tutte le sue componenti. Qualcuno salvi il calcio italiano da questa pirateria.