Stagione fallimentare su tutti i fronti, ma si allunga l’ombra del "sistema": ecco il dossier shock sulla Juve

Stagione fallimentare su tutti i fronti, ma si allunga l’ombra del "sistema": ecco il dossier shock sulla Juve
Ieri alle 01:10Il punto
di Luigi Schiffo
Dalla gestione societaria agli episodi arbitrali: l’analisi della stagione della Juventus tra errori, VAR contestati e obiettivo Champions fallito.

Premessa. Il mio pensiero è che, se la Juventus è arrivata sesta fallendo l’obiettivo Champions le responsabilità siano nell’ordine:

Le responsabilità della stagione bianconera
 

della proprietà e della società (gestioni Giuntoli e Comolli) che negli anni hanno creato una rosa da 70 punti e da playoff di Champions, abbassando decisamente l’asticella tecnica e le doti caratteriali, con l’aggravante di non aver soddisfatto (sia Giuntoli che Comolli) le richieste di gennaio per aggiustare il tiro avanzate dagli allenatori (Allegri e Spalletti); della squadra che in questa stagione ha sbagliato cose che non si possono sbagliare (rigori con Lecce e Sassuolo, atteggiamento con Verona e Fiorentina, tutte gare casalinghe); del “sistema” calendario-arbitraggi-Var; di Spalletti che non è riuscito a far percepire al gruppo l’importanza di certi momenti.

Il confronto con le concorrenti
 

Però poi bisogna allargare il discorso alle concorrenti (Inter a parte, per una volta) che hanno preceduto la Juve in classifica: anche Napoli, Roma, Como e Milan hanno avuto i loro momenti difficili e hanno sbagliato gare importanti. 
E allora vorrei ricapitolare velocemente le decisioni arbitrali (soprattutto VAR) che nel corso della stagione hanno avuto un peso importante in tutt’e tre le competizioni.

Gli episodi contestati in campionato
 

CAMPIONATO
20/9 Verona-Juve 1-1: rigore regalato al Verona per il pareggio e mancata espulsione di Orban (poi premiato come uomo partita);
5/10 Juve-Milan 0-0: rigorino assegnato ai rossoneri, nel dubbio pro attacco, che non incide, perché sbagliato;
26/10 Lazio-Juve 1-0: rigore netto su Conceicao negato;
8/11 Juve-Toro 0-0: uscita di Paleari che con un pugno colpisce la testa di Vlahovic allontanando il pallone con l’altro. Nel dubbio, pro difesa;
22/11 Fiorentina-Juve 1-1: il Var revoca un rigore netto su Vlahovic assegnato in campo;
14/12 Bologna-Juve 0-1: mancano due rigori, uno per spinta su David lanciato a rete, l’altro per “sollevamento pesi” ai danni di Conceicao poi scaraventato a terra in piena area;
17/1 Cagliari-Juve 1-0: rigore su Mirettirevocato dal Var, anche qui nel dubbio pro difesa;
8/2 Juve-Lazio 2-2: sullo 0-0 nella stessa azione gol valido annullato a Koopmeiners, rigore incredibile su Cabal ignorato;
14/2 Inter-Juve 3-2: la madre di tutte le gare condizionate con espulsione invertita Kalulu-Bastoni, rigore non concesso su Mc Kennie, terzo gol nerazzurro viziato da un contatto dubbio su Openda in avvio di azione;
14/3 Udinese-Juve 0-1: gol valido annullato a Conceicao; 9/5 Lecce-Juve 0-1: due gol annullati a Vlahovic (fuorigioco “da frame”) e a Kalulu (fuorigioco inesistente);
17/5 Juve-Fiorentina 0-2: due gol annullati a Mc Kennie (leggero appoggio di un braccio sulla schiena) e Vlahovic (fuorigioco discutibile per una deviazione che poteva essere valutata volontaria).

Il peso dei punti persi
 

In totale 12 partite su 38 in cui le decisioni arbitrali sono state nel dubbio contro la Juve oppure errori evidenti contro la Juve (molti ammessi anche dall’AIA). Considerando che in 9 casi su 12 la Juve non ha vinto, è ovviamente impossibile effettuare un calcolo aritmetico dei punti lasciati per strada, ma almeno i 7 che dividono la Juve sesta dal Napoli secondo si possono ritenere una cifra ragionevole e anzi prudenziale.

Aggiungiamoci che nel campionato del Como si possono contare una decina di episodi nel dubbio pro Como o decisamente pro Como, con un’incidenza anche nelle ultime giornate, mentre negli ultimi turni della Roma ci sono stati almeno tre interventi VAR pro Roma per episodi non proprio cristallini (mentre negli ultimi tre turni alla Juve il Var ha tolto 4 gol), ed ecco che le recriminazioni in casa bianconera non possono che aumentare.

Coppa Italia e Champions League
 

COPPA ITALIA 
Due turni, tre episodi, tutti contrari.
Juve-Udinese 2-0: annullato un gran gol di David per un fuorigioco con la linea tracciata prendendo a riferimento il difensore sbagliato;
Atalanta-Juve 3-0: fino al 75’ si è sull’1-0 per un rigore incredibile assegnato dal Var dopo 90 secondi di proseguimento del gioco per sfioramento di mano di Bremer, a fronte di un rigore non dato su Cambiaso cinturato in area.

Gli episodi europei contestati
 

CHAMPIONS LEAGUE
Juve-Borussia 4-4: rigore inesistente dato al Borussia, rigore netto non dato alla Juve;
Villareal-Juve 2-2: il corner del pareggio spagnolo nasce da una rimessa invertita, il primo gol dei padroni di casa è viziato da un intervento dubbio su Cambiaso;
Real Madrid-Juve 1-0: manca una netta espulsione di Diaz;
Juve-Sporting 1-1: ci stava tutta un’espulsione di Hjulmand già ammonito;
Galatasaray-Juve 5-2: espulsione di Cabal che però in precedenza prende un colpo al volto ignorato; ma soprattutto
Juve-Galatasaray 3-2: incredibile espulsione inventata su Kelly che costringe la Juve in 10 per 75 minuti. Il primo non juventino (e quindi presumibilmente anti-juventino) che dice “Eh, ma non erano gli juventini a dire che l’arbitro è l’alibi dei perdenti?” faccia due conti. Qui non si parla di un episodio (come Turone, Muntari, Iuliano-Ronaldo, Pjanic) che viene portato a giustificazione di un risultato stagionale per decenni, ma di una tendenza costante che ha influito su 20 partite delle 50 disputate. Il 40% Tendenza di cui nessuno si ricorderà perché non ci saranno pagine di giornale o trasmissioni tv a raccontarla per decenni.