IL SANTO DELLA DOMENICA - OLTRE I TRE PUNTI, LA VITTORIA DI BERGAMO PESA TANTO. ECCO IL PERCHE'
Vittoria che pesa, vittoria da Juventus, vittoria da squadra che sa anche sporcarsi le mani. C’è tanto all’interno delle scatole riempite piano piano nel corso della gara a Bergamo con un approccio pessimo, un pizzico di fortuna quando è servita e la capacità di far passare la tempesta. Perché i tre punti sono stati di fatto costruiti nella prima frazione quando la vera impresa è stata quella di portare il pareggio negli spogliatoi. Non era facile, cosi come non era facile scuotere una formazione che pareva ad un certo punto come un pugile alle corde, senza reazione e capacità di schivare i fendenti avversari.
Vanno cambiati tutti era il pensiero comune all’intervallo, nella speranza che il te’ caldo assieme alla sfuriata di Spalletti potesse sortire un effetto magia. Non ci sarà stata la bacchetta magica, ma quella sbucata dal sottopassaggio nella ripresa è parsa un’altra squadra, nello spirito nella voglia nella fame e nella cattiveria. Una Juve forse poco spallettiana ma di sostanza e impeto. Tanto da vedere gli 11 anatroccoli trasformarsi non in cigni reali ma almeno in guerrieri pronti a dare tutto. Un dato conferma questa sensazioni, i contrasti vinti, 22 a 11, simbolo di una Juve che ha combattuto anche sul piano fisico. Il gol di Boga, ha fatto il resto dando ulteriore convinzione a autostima. Nessuna paura insomma petto in fuori e seppur con qualche piccola sofferenza la vittoria che potrebbe dare la svolta è arrivata. Perché va ripetuto sino alla noia, il quarto posto è un traguardo simbolico che non raddrizza una stagione sul piano delle soddisfazioni , ma la raddrizza dal punto di vista economico e nella prospettiva. Non mi piace fare il ragioniere della situazione ma non possiamo neppure raccontarci favole, il quinto posto non è uguale al quarto e sapete benissimo il perche.. Insomma non c’era modo migliore per festeggiare il rinnovo di Spalletti. Allenatore dalla barra dritta, con le idee chiare e con le scelte fatte. Yildiz Conceicao e Thuram non al meglio oggi valgono più dei loro potenziali sostituti che infatti restano in panchina.
Scelte nette anche in vista della Juve che verrà, poco spazio alla fantasia e ricerca di giocatori da Juventus sotto ogni punto di vista. La proprietà, in tribuna a Bergamo, sa che al di là dei quarti posti, questo popolo, questa gente, la gente della Juve ha diritto di tornare a sognare. Il primo tassello è stato messo, adesso avanti verso il lido della Champions per poi salpare verso acque più sicure
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