IL SANTO DELLA DOMENICA - Monza certifica la solidità del gruppo. Con tanti saluti a Gagliardini e soci..

03.12.2023 00:01 di Alessandro Santarelli   vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA -  Monza certifica la solidità del gruppo. Con tanti saluti a Gagliardini e soci..

Ci sono momenti del campionato, o di una stagione più in generale, in cui davvero l’unica cosa che conta è vincere. Lo avevo detto giovedi a Radio Bianconera, da qui al 30 dicembre non importerà come ma la Juventus dovrà fare più punti possibile. Sinceramente , non avevo immaginato proprio un finale come quello di Monza, che ha messo a rischio molte coronarie, ma il concetto resta quello. Chiedere a questa Juventus di essere bella, oltretutto in un momento di piena emergenza come quello attuale, non è possibile, chiedere di essere più cinica, maggiormente precisa sotto porta, e di non rischiare sempre come accaduto a Bergamo e Firenze è però d’obbligo.

Monza deve insegnare alla squadra, e di conseguenza anche al tecnico, che la logica dell’abbassarsi  tanto non ci fanno mai gol, non è sempre perseguibile. Sarebbe stato un delitto lasciare due punti al Brianteo, dopo una partita dominata per 55 minuti, dopo aver creato occasioni, oltre al rigore sbagliato, dopo aver rischiato praticamente zero. La beffa clamorosa è stata evitata da una reazione di carattere, coraggio e cuore che raramente avevamo visto negli anni passati. Ma anche di lucidità, perché come accaduto contro il Verona ( altro gol clamoroso) gli uomini di Allegri non hanno perso la testa, ma hanno gestito con sapienza anche quello che poteva essere l’ultimo pallone. Bravi, bene, ma attenzione perché non sarà sempre domenica. La vittoria di Monza certifica la compattezza di un gruppo che non è il più forte tecnicamente, non è il migliore in assoluto, ma ha una determinazione da squadra vera. Ecco la differenza sta tutta qui.

Non mi piace parlare di patti o di sfide, mi piace invece sottolineare lo spirito da Juventus, la voglia di chi ci crede fino in fondo, la determinazione di chi finalmente ha messo il Noi davanti all’Io. In questa rosa ci sono ottimi giocatori, ma non ci sono fuoriclasse, ci sono giovani che crescono, bravo questa volta Nicolussi, e senatori che però non dividono lo spogliatoio. Ci sono talenti in erba, Yldiz, e altri che attendono il loro turno. Ci sono giocatori pronti ad esplodere dalla panchina per festeggiare un gol pesantissimo, ci sono sorrisi anche quando la prestazione personale non è stata delle migliori.

Tutti ingredienti nuovi, almeno da qualche anno a questa parte. Siamo dentro un mese non decisivo ma fondamentale per capire realmente quale sarà l’asticella da seguire. Tutti sono consapevoli che la squadra a gennaio avrà bisogno di rinforzi, che per puntare ad un sogno serve qualche innesto di qualità,ma ad oggi nessuno può ignorare che la  Juve c’è e ha tanta voglia di raccontare una storia interessante. Alla faccia anche dei soloni che pontificano da fuori il campo, e di quelli, che vedi Gagliardini, si fanno autogol clamorosi. La Juve è tornata e fa paura. Già quella piccola Juventus snobbata e sottovalutata dai più.