IL SANTO DELLA DOMENICA - LA JUVE CHE VORREI E...QUELLA CHE NON VORREI PIU'

IL SANTO DELLA DOMENICA -  LA JUVE CHE VORREI E...QUELLA CHE NON VORREI PIU'TuttoJuve.com
Oggi alle 00:01Il punto
di Alessandro Santarelli

C’è una Juve vorrei, e una che non vorrei mai più vedere. Quella che vorrei, non farò nomi ma caratteristiche, è esattamente l’opposto di quella che abbiamo “ apprezzato” questa stagione. Non vorrei mai più vedere giocatori che soffrono la pressione di un quarto posto, cosi come non vorrei più vedere elementi spaesati e fuori contesto. Mi piacerebbe anche sentire meno parole banali, o totalmente sbagliate nei post partita. Sarei contento se ai proclami facessero seguito i fatti : non mi interessano i post strappalacrime o quelli di scuse, no vorrei vedere gente in campo con la faccia diversa, con la consapevolezza di essere alla Juventus.

 Vorrei ritrovare spirito e identità, non pressappochismo e sottovalutazione. C’era un tempo in cui alcune partite non cominciavano neppure perché trovarsi do fronte alcuni “ elementi” con la maglia bianconera incuteva già timore. Oggi le partite iniziano e al primo tiro dobbiamo sperare di non prendere gol.

Vorrei una Juventus con dirigenti consapevoli della missione che hanno davanti, quella di riportare la squadra ai livelli della sua storia. Vorrei una proprietà che oltre a mettere i soldi, difendesse la sua  “creatura” e non accettasse passivamente ogni qualsiasi cosa. Vorrei che il fino alla fine fosse non solo uno slogan o qualcosa da mettere nelle maglie ma uno stile di vita per chi ha l’onore di indossare la casacca bianconera. Vorrei che ci fosse qualcuno che trasmettesse valori e storia in uno spogliatoio nel quale, da esterno, faccio fatica a riconoscermi. Mi piacerebbe rivedere 20 uomini dietro i giocatori, facce da Juventus facce giuste che evidentemente un computer o un algoritmo non potrà mai capire.

Mi piacerebbe non rivedere più giocatori che adesso magari lanciano segnali d’amore ma che erano i primi a tirarsi indietro quando “ abitavano” a Torino. Mi piacerebbe una società più vicina ai suoi tifosi, non soltanto quando c’è da rinnovare abbonamenti o comprare card di vario titolo. Mi piacerebbe anche ritrovare una certa unità nel popolo juventino. Non vuol dire pensiero unico, ci mancherebbe, ma neppure polemiche continue su calciatori, adesso Vlahovic è andato dunque basta con lui, o allenatori vari. Perché per far tornare la Juve ai suoi livelli c’è bisogno del supporto di tutti nessuno escluso. La sfida è appena iniziata, la fiducia è obbligatoria ma mi piacerebbe che dentro la Continassa, una volta per tutte, si lavorasse solo per il bene dei colori e non più anteponendo l’interesse personale a quello collettivo insomma il famoso Noi al posto dell’Io slogan ad oggi invecchiato malissimo.