Juventus, il caso Kessie riapre il dibattito: quanto costa davvero un parametro zero?
Quando si parla di parametro zero, si tende a pensare automaticamente a un grande affare, in realtà, nel calcio moderno, la mancanza del costo del cartellino non significa che l'operazione sia economica, anzi, molto spesso il denaro che un club risparmia sul trasferimento viene redistribuito tra stipendio del giocatore, bonus alla firma e commissioni agli agenti, facendo lievitare il costo complessivo dell'investimento.
Il caso Kessie è emblematico
La situazione di Franck Kessie rappresenta uno degli esempi più significativi, quando lasciò il Milan a parametro zero, il Barcellona non dovette versare alcun indennizzo ai rossoneri, ma sostenne un investimento importante per convincere il giocatore e il suo entourage. Secondo le ricostruzioni dell'epoca, oltre a un ricco contratto per il centrocampista, l'operazione prevedeva anche una commissione molto elevata destinata all'agente, questo dimostra come un parametro zero possa avere un costo finale paragonabile, se non superiore, a quello di un acquisto tradizionale, allora prese dieci milioni questa volta l'agente ne chiederebbe almeno sei.
Perché gli agenti chiedono di più
Il meccanismo è semplice, se un club non deve spendere 30 o 40 milioni di euro per acquistare il cartellino, giocatore e procuratore sanno che esiste un margine economico maggiore da redistribuire, per questo motivo vengono spesso richiesti: bonus alla firma molto elevati; stipendi superiori rispetto alla media; commissioni milionarie agli intermediari, il risultato è che il costo complessivo dell'operazione può diventare estremamente pesante, anche senza alcun pagamento al club di provenienza.
La Juventus valuta con attenzione
È proprio questo il motivo per cui la Juventus, come molti altri grandi club europei, analizza con estrema attenzione ogni opportunità a parametro zero, un giocatore può arrivare senza costo di trasferimento, ma l'impatto sul bilancio dipende dall'intero pacchetto economico: durata del contratto, ingaggio, premi e commissioni, come lo scorso anno per Jonathan David. In alcuni casi può risultare persino più conveniente acquistare un calciatore pagando il cartellino, ma ottenendo condizioni contrattuali più sostenibili nel lungo periodo.
Il precedente del Milan
Negli ultimi anni il Milan ha scelto più volte di non soddisfare richieste economiche considerate eccessive, anche a costo di perdere giocatori importanti come Donnarumma e Kessie alla scadenza del contratto, la filosofia del club era quella di non alimentare un'escalation di commissioni e salari ritenuta insostenibile.
Kessie può essere un'opportunità?
Nel caso specifico di Kessie, l'interesse della Juventus dipenderà soprattutto dalle condizioni economiche dell'eventuale operazione, se il centrocampista dovesse accettare un ingaggio compatibile con i parametri bianconeri e se anche le richieste del suo entourage rientrassero nei limiti fissati dalla società, il profilo dell'ivoriano potrebbe diventare molto interessante, in caso contrario, la dirigenza potrebbe orientarsi verso giocatori sotto contratto ma complessivamente meno onerosi. Perché il calcio moderno insegna una lezione ormai chiara: il parametro zero non significa mai costo zero.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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