Spalletti a Sky: “La squadra aveva meritato di ribaltare la partita, ma abbiamo lasciato troppo campo. Resto dalla parte di Kolo Muani fino in fondo”
Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la gara contro il Sassuolo:
Inevitabilmente si deve partire da quei due gol subiti, che non sono da Juventus. Penso che l’abbiano fatta molto arrabbiare...
"Allora, quei due gol subiti sono venuti perché abbiamo perso un equilibrio, dove abbiamo lasciato troppo campo aperto. Però c’è stata una voglia di andare a ribaltare questa partita, che si era messa in una situazione difficilissima, e secondo me questo la squadra l’aveva meritato. Perché, nei due gol presi, ci sono anche le situazioni che si sono create. Poi, chiaro, se non riesci a portare in profondità le situazioni che ti crei e lasci questi vuoti, diventa tutto difficile. L’analisi diventa facile: la Juventus non può lasciare campo aperto così, è chiaro che non può. E lo ha fatto, però, per il tentativo di vincere la partita. La possibilità di vincerla ce l’aveva avuta e quella è la cosa più difficile da fare. Tra dire: “Rimani lì, questa partita non va persa, rimani in equilibrio perché, se poi la perdi, ti si ribalta tutto addosso”, è vero, ma quella è la cosa più facile. Riuscire a tentare di vincerla, a scavare la possibilità di vincerla, come ha fatto la squadra, perché secondo me se l’era scavata, è la cosa più difficile. E questo, per me, è una cosa che io apprezzo della mia squadra. Poi è chiaro che si vanno ad analizzare bene le cose e non si può perdere l’equilibrio come abbiamo perso. Ma siccome tutti mi dicono: “Ma si può rimanere in due contro tre a metà campo?”, così, no, non si può rimanere. Ma laggiù, al limite dell’area, siamo otto contro sette, o no? Se qui siamo due contro tre, là siamo otto contro sette. Si può perdere una palla infilandosi in un vicolo cieco in quella maniera lì, invece di farla girare e tirare in porta? Perché si tira in porta, otto contro sette, con una squadra che è dentro l’area di rigore, ammucchiata a fare fase difensiva, perché loro ora stavano facendo questo: loro stavano pensando a difendersi. Abbiamo quella palla lì, siamo due contro tre, non riusciamo a finire quell’azione, a portarla a termine. E perché non riusciamo a portarla a termine, perdiamo la partita. È una partita sanguinosa, perché ci costa molto sia a livello di entusiasmo, sia a livello di classifica, sia a qualsiasi livello. Però io era quello che gli chiedevo e loro hanno tentato di metterlo in pratica, magari esagerando, perché hanno esagerato. Ma questa cosa di voler ribaltare questo risultato, a noi della squadra è piaciuta".
La mia domanda è: tutti portano in campo il tuo pensiero? E questi giocatori che hai a disposizione hanno un margine di ragionamento per cavarsela nelle difficoltà?
"Stasera hanno tentato di fare quello che io gli ho chiesto alla fine del primo tempo, perché non mi bastava quello che si stava facendo. Nonostante fossimo arrivati a mettere palla a cinque metri dal portiere, sulla linea di fondo, a scegliere su chi far tirare in porta, con quattro o cinque palloni passati dentro l’area piccola, abbiamo tirato due volte dal limite dell’area, una volta con Koop e una volta con un altro, totalmente liberi. Non ci siamo imbucati due o tre palloni dove ci eravamo ritagliati gli spazi e a me non è bastato. Gli ho chiesto di più. Nel secondo tempo hanno tentato di fare di più e, secondo me, l’hanno fatto. Poi, che ci sia da avere un equilibrio e che ci sia da avere una testa sempre lucida, che ragiona in determinate situazioni e in qualsiasi momento, questo è vero. E lì bisognava essere più bravi. Manca tutta la difesa da ultimo, ma siccome c’è una punizione laterale, noi andiamo per andare a saltare. Mancano 30 secondi, si va per andare a saltare, poi invece di essere battuta dentro, la punizione viene mossa e viene portata a sinistra, dove un calciatore prova a fare un dribbling invece di metterla dentro. Ma tutti pensavano che questa palla lì finisse dentro l’area di rigore per il colpo di testa, per il duello finale. Poi bisogna anche ragionare, perché non è solo quella la situazione dove abbiamo perso l’equilibrio. Abbiamo perso l’equilibrio anche, per esempio, sul primo gol: perdiamo equilibrio e la linea difensiva non scappa dopo che abbiamo subito l’uno-due in fascia e si lasciano degli spazi dove basta mettere una palla dietro le spalle. Poi Esposito è stato bravo a fare gol".
Luciano, la settimana scorsa, hai detto: "Io non scenderò mai dal carro di Kolo Muani". Quindi sei ancora su quel carro? Ma cosa puoi fare ancora di più per aiutarlo o si deve aiutare da solo?
"No, bisogna dargli più palloni addosso. Gli abbiamo dato anche qualche pallone addosso. Perché quando non si trova uno sbocco, quando è tutto chiuso, ogni tanto va giocato addosso alla prima punta, che la tiene via al limite dell’area e che ribalta il senso dell’intenzione della squadra avversaria. Perché poi non si va a giocargli sull’appoggio dietro e diventa più difficoltoso ricomporre dietro la linea il blocco squadra per gli altri. Noi ci abbiamo giocato poco, ci dobbiamo giocare di più. Quando non troviamo sbocco, si va a giocare la palla, gliela si dà addosso. Si va a perdere, l’abbiamo persa perché l’abbiamo data e l’ha anche persa, però poche. Le dobbiamo giocare di più e noi dobbiamo stimolarlo di più. E io sto lì fino in fondo".
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