Juventus: la solidità passa attraverso la sofferenza?

Juventus: la solidità passa attraverso la sofferenza?TuttoJuve.com
Oggi alle 00:01Firme Bianconere
di Mirko Nicolino
Il secondo tempo di Lecce ha riportato alla memoria le vittorie di sacrificio delle Juve che poi hanno aperto cicli importanti

Il successo ottenuto dalla Juventus in casa del Lecce è stato in primis importante per i tre punti, ma – in attesa di conferme dal match di Marassi contro il Genoa di domani – può essere anche l’inizio di un nuovo percorso, che si potrebbe coniugare con la storia recente bianconera. Una storia che sa meno di ricerca dello spettacolo e del gioco fine a sé stesso, ma più di concretezza e pragmatismo.

Luciano Spalletti si è detto molto contento del primo tempo, molto meno della ripresa, in cui la Juve, a suo dire, avrebbe dovuto avere più coraggio, gestire meno e prendersi qualche rischio in più. E se invece è stata proprio questa la forza di Bremer e soci al Via del Mare? Ovvero, più solidi proprio perché a differenza delle gare precedenti a un certo punto, con il doppio vantaggio hanno deciso in autonomia di non prendersi rischi inutili?

Solidità dove sei finita?

La storia recente di Madama, soprattutto durante la gestione Spalletti, è costellata di punti sperperati soprattutto con le piccole, ma anche di gare in cui la squadra si è presa dei rischi inutili che possono essere letali per un gruppo non mentalmente forte come quello che lavora oggi alla Continassa. Da troppo tempo la Juventus si affloscia alla prima difficoltà, come un gol subito, ragion per cui per ricostruire un’identità bisogna per prima cosa tornare solidi.

Una cosa su cui lo stesso mister Spalletti batte tanto, anche se tramite concetti meno tradizionali e più “moderni”. A quanto pare, però, i risultati arrivano quando i bianconeri si discostano da questi concetti e si avvicinano piuttosto a quelli “tradizionali” di dedizione e sofferenza. A Lecce la squadra ha dimostrato di saper anche soffrire e gestire nella difficoltà. Qualcuno un tempo parlava di trovare il “piacere di difendersi”. Ecco, senza perdere il piacere di attaccare, forse questa Juve avrebbe bisogno di un maggiore equilibrio tra attaccare e difendere.

La Juve a due facce

Oggi sappiamo che gestendo, senza prendersi tanti rischi e lasciando spesso il possesso palla agli avversari, a Lecce la Juventus ha ottenuto tre punti e un cleen sheet. A Reggio Emilia contro il Sassuolo, invece, portando otto uomini nei pressi dell’area avversaria, nei minuti finali si è passati dalla possibilità di portare a casa almeno un punto, a prenderne zero. Chiaramente non c’è una sola strada nel calcio, ma forse aio giocatori attuali della Vecchia Signora viene chiesto qualcosa di cui non sono capaci?

E se invece la via per ritrovare solidità e un filotto di risultati sia proprio coltivare nuovamente quei valori di sofferenza e sacrificio, anche difensivo, che sono sempre stati alla base dei cicli vincenti a Torino? L’impressione è che negli ultimi giorni, anche tramite il modulo, Spalletti stia facendo tante concessioni ai suoi giocatori, in quella che è una gestione collegiale della squadra. Chissà che qualcuno come Vicario, Bremer, Gatti e qualcun altro che in questi tempi stanno richiamando tanto i valori bianconeri, non convinca il tecnico che è il caso di farsi star bene anche secondi tempi come quello di Lecce pur di fare punti, senza fare tanto gli schizzinosi.