Cambiare o non cambiare subito, questo è il dilemma
La Juventus ufficiosamente conferma Luciano Spalletti. Nessun comunicato ufficiale, ovviamente, non è nello stile Juve, ma tramite vari canali la società bianconera fa sapere che il progetto tecnico non cambia: si va avanti “fino alla fine” (della stagione, aggiungo io) con il tecnico di Certaldo. In linea, insomma, con quanto detto dall’ad Giovanni Carnevali nella sua ultima apparizione pubblica: sapevamo che avremmo incontrato e che incontreremo difficoltà, ma bisogna avere pazienza.
È chiaro che ogni pazienza ha un limite e si dovrà confrontare con i risultati del campo. La Juventus è attesa da un ciclo di fuoco di 6 partite, che sarebbe stato normalissimo per una Juve forte, ma per questo gruppo disgregato in ogni sua certezza, ciascuna gara rappresenta un’incognita. Di conseguenza, battere il Rennes giovedì sera potrebbe non bastare. Subito dopo la gara di Europa League, infatti, i bianconeri dovranno affrontare diversi impegni ravvicinati in campionato, in primis la trasferta di Lecce.
Il campionato deciderà le sorti di Spalletti
Poi ci sarà il turno infrasettimanale che vedrà la Signora impegnata sul campo del Genoa, prima del big match dell’Allianz Stadium contro il Napoli dell’ex Max Allegri. Inutile andare troppo in avanti con i pensieri, perché la dirigenza si aspetta chiaramente il successo contro i francesi e quello contro salentini e genoani. Il cammino in Europa League è infatti partito con il piede giusto e le prospettive sono quelle di una qualificazione abbastanza naturale alla fase ad eliminazione diretta.
Quello che preme ora è sistemare la classifica in Serie A, indipendentemente dalle prestazioni. E purtroppo le premesse spaventano un po’, perché in questo inizio di stagione la Juventus ha sofferto e lasciato punti contro Cagliari e Sassuolo esattamente come con Spalletti lo scorso anno aveva perso punti vitali contro gli stessi sardi e neroverdi, Lecce, Verona, Fiorentina, Torino… Insomma, un dejà vù che pone la dirigenza bianconera sul chi va là. Perché Spalletti ha la fiducia dell’ambiente, ma ulteriori passi falsi non sono ammessi: Lecce e Genoa sarebbero gli ultimi bonus per l’allenatore.
Prospettive e rischi per questa Juventus
Poi si aprirebbe una voragine che può essere affrontata in due modi. Dare per ormai andata a ramengo la stagione (almeno per quel che riguarda il campionato) e finire ad ogni costo con Spalletti, anche col rischio di colare totalmente a picco. È una scelta, che inevitabilmente implicherebbe delle conseguenze anche nelle opzioni per la sostituzione del tecnico di Certaldo. Al di là dei nomi esotici che si leggono in queste ore, il campo è ristretto solo a coloro i quali possono davvero ricostruire un ambiente devastato.
Farioli sarebbe una scommessa, al pari di Italiano. Oggi è libero Antonio Conte, che ha la tempra per prendere in mano uno spogliatoio e una società non all’altezza della storia bianconera e “normalizzarla”. Le proposte non gli mancano, però, ed è probabile che presto non sia più disponibile. A fine stagione, nel caso, quando comunque non credo si possa continuare con Spalletti dopo tutto quello che è successo, potrebbe riaprirsi una pista caldeggiata dalla proprietà già alcune volte nella storia recente della Signora: Simone Inzaghi. Insomma, il dilemma è: cambiare o non cambiare subito?
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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