Due indizi non fanno ancora una prova: una vittoria a Firenze potrebbe dare la svolta

Due indizi non fanno ancora una prova: una vittoria a Firenze potrebbe dare la svoltaTuttoJuve.com
Oggi alle 00:10Firme Bianconere
di Vincenzo Marangio
Il trittico di impegni prima della sosta per ora sorride alla Juventus che si avvicina anche agli Ottavi di Europa League. Ma uno scivolone contro la Fiorentina sarebbe disastroso

Juventus ad un bivio tra rinascita e ricaduta. Prima della nuova sosta per le Nazionali c'erano tre ostacoli da superare per cancellare l'ennesima debacle, quella di Genova contro la squadra di De Rossi. E gli ostacoli si chiamavano Napoli, Az Alkmaar e Fiorentina, non esattamente tre passeggiate. Il primo segnale positivo è arrivato contro i partenopei, battuti 2-0 senza brillare, in realtà senza neanche faticare più di tanto ma proprio per questo il valore della vittoria era strettamente legato ai tre importanti punti portati a casa, per il resto visto lo scadente stato di forma del Napoli di Allegri, ogni giudizio era intanto rimandato alla trasferta olandese di Europa League.

Contro l'AZ non solo è arrivata la vittoria, ma anche una prestazione più che soddisfacente condita, addirittura, da una super prestazione di due dei giocatori più discussi: Kolo Muani e Koopmeiners. Il francese si è concesso assist e gol e, peraltro, di pregevole fattura. Sombreri, stop a seguire, conclusioni di collo esterno sinistro nell'angolino, scatti e concretezza. Quasi fosse tornato ai tempi della Juve a cavallo tra la gestione Motta e Tudor. Un fuoco di paglia o una riaccensione dei motori? Questa è una delle tante cose che dirà la sfida di domenica sera contro la Fiorentina. A Koopmeiners, che per la verità veniva già da qualche prestazione convincente visti gli standard da quando è in bianconero, ha fatto evidentemente bene l'aria di casa. Quello striscione del suo ex pubblico, giocare contro il fratello con cui condivideva il sogno di diventare calciatore. Un senso di leggerezza che gli ha dato una spinta inaspettata che si è tradotta, in campo, in una prestazione di altissimo livello con tanto di gol del vantaggio. E se fosse tornato RoboKoop? Anche qui bisognerà attendere intanto domenica.

Due indizi di possibile rinascita sono, dunque, arrivati. Una vittoria di voglia, l'altra convincente, ma in entrambe le gare i segnali di una convalescenza ancora in corso era assolutamente visibile. Contro si è brillato poco e l'hanno decisa le giocate di Zhegrova, Alajbegović e Boga; contro gli olandesi, invece, nei dieci minuti finali si è rischiato di buttare via 80 minuti di altissimo livello. Segnali evidenti di un gruppo che sta provando a ritrovarsi ma ancora non è del tutto guarito. E allora ecco che il terzo ostacolo, che potrebbe trasformare gli indizi in prova, è il più pesante da superare. Si va a Firenze, ambiente ostile, contro una squadra che sta vivendo un'altra stagione di delusione ma è indecifrabile e quando vede Juve si ringalluzzisce sempre. Meno male che almeno non c'è Mandragora, giustiziere designato, ma ci sarà una squadra che l'hanno scorso violò l'Allianz dando una spallata alla Juventus fuori dalla zona Champions. Il dente dovrebbe essere avvelenato, le gambe calde, la voglia di sentirsi guariti prima della sosta dovrebbe essere altissima, poi però c'è il campo, unico giudice. Che Juventus vedremo? Dovrà essere bravo Spalletti a non sbagliare la formazione, a scegliere gli uomini che hanno qualcosa in più nella testa, più che nella tenica, ma dovrà essere bravo anche a scegliere tra prudenza e rischio. Un bivio, l'ultimo, prima della sosta per avere un primo referto stagionale sulle condizioni della Vecchia Signora.