La Juve col 17 e il 13 batte il Napoli e la cabala scaramantica
Un compleanno speciale per i 129 anni di storia juventina festeggiato con i gol di Alajbegovic, il più giovane straniero a segnare al Napoli, e Boga. Quelli, insomma, che non ti aspetti ma che per fortuna hanno riacceso il lumicino di speranza dopo la notte di Halloween passata nel castello dorato della Continassa. La “smorfia” napoletana ricorderà la sconfitta abbinandola ai numeri - quelli di maglia dei due goleador - tra i meno amati dagli scaramantici: il 17 e il 13. Totale trenta, ovvero il numero perfetto per superare l'esame senza menzione, ma con la pazienza giusta per battere un Napoli incerottato almeno quanto la vecchia Signora. E con abiti non certamente da festa visto il clima di contestazione fuori dallo Stadium pressoché simile a quello riservato alla squadra nei momenti complicati della serata. La partita è stata invece l’esempio di come la Juventus dovrebbe giocare, almeno in teoria, provando a dare tutto quello che ha. E in questo momento, facendo la conta dei disponibili, ha fatto di più di quanto si potesse ipotizzare in situazioni di fragilità fisica e mentale. I cannoni della critica erano già puntati per sparare addosso ai colpevoli, tanto che il mancato incitamento ad inizio partita sembrava già una sentenza di incoraggiamento per spingere gli avversari verso il vantaggio salvato dall'istinto cinico di un super Vicario, bravo tra i pali quanto nel reggere il peso della maglia con lo spirito di un vero leader. In una squadra che a dire il vero dovrebbe averne molti di più di quanti se ne contano.
Speranze – La vittoria non cambia la sostanza, ma almeno proverà a far maturare qualche convinzione in più nonostante i mezzi limitati soprattutto dal punto di vista numerico. Troppe stampelle in uso così come i problemi muscolari in forte aumento che restringono le scelte di formazione e frenano il ritmo degli allenamenti. Un problema amplificato dalla necessità di tarare le sedute sugli impegni ravvicinati del giovedì e della domenica e dalla paura di arrivare cotti agli appuntamenti che contano. Non a caso le squadre rivelazione del campionato, due sue tutte, sono Lazio e Frosinone, senza impegni di coppa e pressioni particolari. Fino a quando l'alchimia regge e i grilli nella testa dei giocatori non prenderanno il sopravvento. Diametralmente opposta alla situazione di casa Juve dove la squadra, ritrovata la vittoria, non ha neppure il tempo di godersi i tre punti perché è già tempo di ripensare all'Europa League. Scongiurato il pericolo di perdere almeno Alajbegovic e Cabal, l'infermeria accoglie McKennie e riconsegna Ekhator per le prossime due gare prima della sosta. Ricordando comunque la famosa equazione che in campo si è quello che si fa in allenamento durante tutta la settimana. Bene o male, troppo poco. Parole della chat della scuderia dei giocatori.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

