Carnevali riporta tutti gli juventini sulla Terra
Giovanni Carnevali come Damien Comolli e Cristiano Giuntoli prima di lui, almeno a livello comunicativo. L’amministratore delegato della Juventus ha tenuto oggi il suo primo discorso da Amministratore Delegato davanti all’Assemblea degli azionisti bianconeri e poi ha replicato alle osservazioni di alcuni di loro. A due giorni dall’importante vittoria contro il Napoli, che ha ridato un po’ di serenità all’ambiente ed entusiasmo ai tifosi sfiduciati da troppe delusioni, il dirigente ex Sassuolo ha riportato tutti sulla Terra.
Belli i discorsi sulle strutture attualmente a disposizione della Juve, sui prossimi progetti editoriali che affiancheranno il Creator Lab, sul rinnovo del reparto scouting, ma al tifoso medio interessa sapere solo una cosa: quando tornerà a vincere la Vecchia Signora? E la risposta di Carnevali, esattamente come i suoi predecessori, non poteva che essere: chi lo sa?
Juventus pressata dall'UEFA
Una cosa che ferisce l’animo di chi è sempre allo stadio o davanti alla TV per assistere alle prestazioni della squadra, ma è la triste verità anche se Carnevali ha poi aggiunto che “come società seria” la Juventus ha il dovere di rispettare tutti i dettami dell’UEFA e questo limita in maniera importante il raggio d’azione soprattutto in sede di mercato, che è poi quello che determina la costruzione della squadra. L’ad promette in futuro una Juve forte, ma servirà ancora del tempo, nel rispetto delle aspettative dei tifosi.
È chiaramente un ridimensionamento, un ammettere che prima di parlare di ritorno alle vittorie, bisogna pensare a tornare sostenibili. Inutile sognare Cristiano Ronaldo o altri campioni, c’è da sistemare il bilancio e al di là dell’aumento di capitale da 250 milioni (60 immessi subito dalla proprietà), bisognerà continuare con la spending review e con le scelte oculate. L’obiettivo dichiarato è ricostruire un’ossatura di italiani, anche se anche con il nuovo ad finora sono arrivati quasi solo stranieri e dovranno costare il giusto.
Inoltre, bisognerà fare mercato in uscita creativo per evitare di dover vendere qualche big. È chiaro che non avendo più il paracadute dei soldi Champions (al momento la media punti è molto lontana dal riportare la Vecchia Signora nella competizione europea che conta), si prospettano ancora sessioni di mercato di magra. Come quella di gennaio, in cui si vorrebbero prendere tre nuovi giocatori (un terzino sinistro, un centrocampista e un attaccante), ma senza le partenze di qualcuno degli attuali 28 tesserati, 4 dei quali fuori dalla lista UEFA, difficilmente se ne potrà parlare.
Morale della favola: sognare non costa nulla, ma scordatevi una Juventus che torni a vincere nel breve periodo. L’obiettivo è fare un passo per volta e questa stagione, per come si è messa, in campionato non può che portare oltre il 4°-5° posto e magari a soddisfazioni nelle due coppe. Tutto passerà dai recuperi degli infortunati, ma guardare addirittura oltre dal punto di vista temporale, ora non ha alcun senso.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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