Le verità nascoste: Dal Cin, nuova inibizione e nuovo precedente?

27.02.2011 18:13 di Redazione TuttoJuve  articolo letto 6755 volte
Fonte: GiùlemanidallaJve
© foto di Federico De Luca
Le verità nascoste: Dal Cin, nuova inibizione e nuovo precedente?

In data 17 febbraio 2011 la Figc, con il comunicato ufficiale n. 58/CND (2010/2011), ha deferito nuovamente, irrogando la sanzione dell’inibizione per 5 anni, Francesco Dal Cin.

La motivazione recita che Francesco Dal Cin, già Amministratore Unico e Amministratore Delegato della AC Venezia 1907 Srl, avendo ricoperto nel biennio precedente la dichiarazione di fallimento cariche sociali della AC Venezia 1907 Srl, e che la dichiarazione deposita (quella del 4 febbraio 2011 con la quale comunica di aver rinunciato al tesseramento con la US Triestina Calcio e di non essere pertanto soggetto rilevante per l’ordinamento federale), "non può avere alcuna rilevanza dovendosi aver riguardo ai fini della legittimazione passiva della posizione federale del soggetto deferito al momento del verificarsi dei fatti e non al momento della pronunzia successiva al deferimento; considerato che dalla documentazione in atti risulta che la Società è stata dichiarata fallita in data 23 giugno 2005 e che al momento del fallimento in effetti tutti i soggetti deferiti ricoprivano ruoli gestionali nell’ambito della AC Venezia; ritenuto, in particolare, che tutti i soggetti deferiti risultano avere assunto le rispettive cariche in data 5 maggio 2005 ad eccezione del Sig. Francesco Dal Cin che già in passato aveva ricoperto importanti ruoli nella gestione societaria, conseguentemente, anche alla luce dell’ormai consolidato indirizzo giurisprudenziale, le sanzioni vanno modulate in rapporto alla rilevanza della partecipazione del soggetto deferito nell’attività societaria."Quindi Dal Cin non può sottrarsi dal giudizio sportivo.

A differenza di oggi, nella precedente inibizione, quella datata 27.07.05, Dal Cin dichiarava apertamente di non volersi sottrarre dal giudizio, ma la risposta ricevuta dalla F.I.G.C. era comunque in linea con quella attuale: "i) quanto a Francesco DAL CIN (al quale risulta che, in data 5.5.2005, sono stati conferiti, in qualità di amministratore delegato, i poteri di gestione dell’attività sportiva per la stagione 2004/05 e la rappresentanza della Società presso gli organi federali sino al 30/6/2005) e a Michele DAL CIN (che è stato dirigente sino alla data del fallimento della Società), i quali hanno comunque dichiarato di non volersi sottrarre al giudizio della Commissione, va ribadito il principio, costantemente affermato dalla C.A.F. (tra le altre, 16/1/1997, C.U. 16/C), secondo cui la giurisdizione degli Organi della giustizia sportiva non viene meno nei confronti di un soggetto non più tesserato della F.I.G.C., rilevando lo status di tesserato al momento del fatto contestato" .
Viene quindi legittimato il momento del verificarsi dei fatti, sia per il tesserato, sia per dimissionario e non il momento del deferimento, sia per il nuovo che per il vecchio ordinamento sportivo. La Figc ribadisce che non basta dimettersi per sottrarsi al giudizio.

Ricordiamo che Dal Cin con le sue dichiarazioni ai pubblici ministeri napoletani, il 5 giugno 2004, diede il via alle intercettazioni che avrebbero portato a calciopoli. Dichiariazioni rese e poi subito smentite: "In data 5 giugno 2004, la polizia giudiziaria ascoltava, quale persona informata dei fatti, l'amministratore delegato del Venezia Calcio Francesco Dal Cin (che era già stato sentito dall'ufficio di indagine della Figc). Egli ribadiva quanto aveva già riferito agli organi federali sulla 'opinione condivisa dalla maggior parte dei miei colleghi che la societa' calcio del Messina sia stata in diverse occasioni agevolata allorquando gli incontri da questa disputati erano diretti da un gruppo di arbitri facenti parte della cosiddetta 'combriccola romana', di cui -secondo le dichiarazioni di Dal Cin- farebbero parte pure gli arbitri Gabriele e De Santis, a loro volta legati alla società Gea riconducibile alla famiglia Moggi"
Dichiarazioni smentite con queste parole: "Sono venuto a conoscenza di certe affermazioni che avrei rilasciato al giudice istruttore di Napoli, credo che sia molto semplice smentirle, perché il senso delle mie dichiarazioni non è sicuramente stato quello. Io ho raccontato cose viste da me e da altri miei amici ma le conclusioni non erano quelle. Nessun inquisitore, nessuna prova, nessuna dichiarazione contro qualcuno, solo un racconto di cose che si dicevano".

Per chi vuole avere un’idea e conoscere in modo più approfondito il tenore delle accuse di uno dei testimoni cardine dell’inchiesta napoletana e il ruolo che ha rivestito in calciopoli, lo invitiamo a rileggersi la trascrizione della sua testimonianza al processo di Napoli, dove ha arricchito le accuse riportando le “sensazioni” e i “si dice” del mondo del calcio.

Dal Cin è anche uno dei soggetti coinvolti nella presunta combine Genoa-Venezia del 2004/2005 (la famosa valigetta contenente 250.000,00 €). Presidente del Venezia all'epoca dei fatti, fu condannato a 4 mesi in merito alla vicenda del presunto accordo sull'esito della partita che costò la retrocessione in C1 della squadra ligure. La sentenza, però, venne annullata dalla Corte di Cassazione, secondo cui le intercettazioni disposte dai magistrati di Genova tra il maggio e il giugno 2005 sul caso erano inutilizzabili.

Personaggio non certamente integerrimo, questa ennesima inibizione di fatto non è stato ripresa da nessun organo di stampa. Non ci meravigliamo più di tanto perché, rendere pubbliche situazioni come questa, che fanno perdere ulteriore credibilità ad uno dei testimoni principali del processo calciopoli nel suo momento determinate, è sicuramente scelta non consigliata.

Facciamo anche un parallelo anche con Moggi che in data 7 giugno 2006 (prima del deferimento avvenuto con atto del 22 giugno 2006) comunicò, per il tramite dei suoi legali, di essere divenuto ormai estraneo all’ordinamento calcistico . La Corte di Giustizia Federale ritenne successivamente fondata l'eccezione di carenza di giurisdizione (Moggi non giudicabile in quanto non più tesserato per il caso delle sim svizzere), evidenziando che qualora l’ex direttore rientrasse nel mondo del calcio da tesserato scatterebbe il processo anche per le sim svizzere.

Viene da chiedersi: con Dal Cin hanno adottato un nuovo orientamento per creare il precedente anche per Luciano Moggi?