Trotta: "Ci sono demeriti anche di Spalletti"
Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve, è intervenuto a “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Trotta sul possibile ritorno di Sarri al Napoli
Secondo lei a Napoli c’è bisogno di un allenatore risultatista oppure di un ritorno nostalgico, come quello di Maurizio Sarri di cui si parla nelle ultime ore?
“Io credo che lei abbia fatto una disamina perfetta. Il ritorno di Sarri chiaramente a Napoli evoca ricordi importanti, perché il Napoli di Sarri ha fatto divertire tutti. Va ricordato che in quegli anni trovò una Juventus straordinaria che fece un numero incredibile di punti. Il Napoli fece una stagione eccezionale, ma non bastò per vincere lo scudetto. Ricordo anche il percorso europeo: in Champions arrivarono tanti punti, ma non furono sufficienti per passare il turno. Furono situazioni particolari che ancora oggi fanno discutere. Detto questo, Sarri a me piace molto perché anche alla Lazio, pur con un mercato limitato, ha fatto vedere cose importanti. Le sue squadre giocano bene e riescono a valorizzare il gruppo. Un suo ritorno a Napoli potrebbe starci. Sugli altri nomi, sinceramente, non saprei chi potrebbe essere un’alternativa concreta.”
Allegri non convince Trotta
In questo momento si parla anche di Massimiliano Allegri. Le piacerebbe?
“Allegri, per risultati e carriera, è uno che può certamente garantire molto. Però le dico la verità: io non ho mai visto una squadra di Allegri giocare un calcio che mi entusiasmasse. Quando guardo una partita, allo stadio o in televisione, mi piace vedere una squadra che esprima gioco. Personalmente non sarebbe la mia prima scelta per il Napoli.”
Il caso Corona e lo spogliatoio del Napoli
Lei ormai vive Napoli da tanti anni, quasi da napoletano acquisito. La piazza è divisa tra chi va contro Fabrizio Corona e chi invece lo sostiene per quanto accaduto. Le faccio una domanda diretta: secondo lei è giusto prendersela con chi porta alla luce ciò che succede nello spogliatoio alle spalle di Antonio Conte oppure con chi avrebbe tramato alle sue spalle?
“Ho seguito questa vicenda. Da ex calciatore professionista penso che certe situazioni debbano rimanere dentro lo spogliatoio. Sono cose che nel calcio sono sempre successe, in tutte le squadre del mondo. Quando trapelano all’esterno, secondo me è una sconfitta per tutti. Non voglio schierarmi da una parte o dall’altra. Da professionista quale sono stato, penso che certe cose non debbano uscire. In una stagione una squadra diventa una famiglia: vivi più tempo con i compagni che con i tuoi cari, tra allenamenti, ritiri, partite, vittorie e sconfitte. E come nelle famiglie, certe cose vanno gestite all’interno.”
L’importanza dell’etica personale
Quindi in sostanza dà la colpa ai calciatori?
“No, non ho detto questo. Dico soltanto che ognuno ha il proprio ruolo. Sono due aspetti che secondo me non devono camminare insieme. Io non ho mai amato il chiacchiericcio e il pettegolezzo, sia che siano cose vere sia che siano cose inventate. In vent’anni di carriera nessuno è mai venuto a dire che Trotta aveva parlato o fatto qualcosa. È una questione di etica personale, prima ancora che professionale. Io le mie cose le tengo per me. Tutto quello che si è creato attorno a questa vicenda, secondo me, non giova a nessuno.”
Il bilancio della stagione del Napoli
Torniamo al campo, che è meglio. La partita è sembrata un po’ lo specchio della stagione del Napoli: Antonio Conte ha raggiunto gli obiettivi, ma allo stesso tempo la squadra ha mostrato anche diversi limiti. È d’accordo?
“Assolutamente sì. Da settimane diciamo che questa stagione andava portata a termine nel miglior modo possibile e gli obiettivi sono stati raggiunti. Questo permette di ripartire l’anno prossimo con un patrimonio importante, anche dal punto di vista economico. Il direttore Giovanni Manna e il presidente avranno molto lavoro da fare, a partire dalla scelta del nuovo allenatore. Poi servirà un mercato importante, sia in entrata sia in uscita. Mi auguro che Napoli e i napoletani possano ritrovare una squadra che faccia divertire, perché raggiungere gli obiettivi è fondamentale, ma divertirsi allo stadio per me resta altrettanto importante.”
Lucca e Noa Lang, Trotta li rilancerebbe
Ci sono due nomi in casa Napoli che hanno deluso e che poi sono andati in prestito: Lorenzo Lucca e Noa Lang. Con un altro allenatore darebbe loro una possibilità oppure pensa che abbiano già dimostrato di non essere all’altezza?
“Io una possibilità gliela darei, perché sono ragazzi giovani. Le dico una mia sensazione: secondo me il potenziale più importante ce l’ha Noa Lang. Lucca lo conoscevamo già dai tempi dell’Udinese, ha un carattere particolare, almeno questa è l’impressione che dà dall’esterno. A Napoli forse certi atteggiamenti vengono amplificati. Inoltre mi è sembrato sempre un po’ ai margini del progetto. Quando arrivi come seconda scelta e hai un allenatore come Conte, se non succede qualcosa di particolare è difficile trovare spazio. Sono giocatori che hanno bisogno di giocare, di avere fiducia e continuità. Io li riporterei in ritiro e li valuterei.”
“Nel calcio cambia tutto da un allenatore all’altro”
Quindi li valuterebbe strada facendo? Non sarebbe il primo caso di giocatori che rendono poco con un allenatore e molto con un altro.
“Assolutamente sì, nel calcio succede continuamente.”
Trotta sulla Juventus e su Spalletti
Le faccio una domanda sulla Juventus. Il famoso motto ‘vincere è l’unica cosa che conta’ sembra essersi un po’ perso. I progressi sul piano del gioco ci sono stati, ma i risultati sono stati deludenti non trova?
“Io apprezzo gli allenatori che sanno riconoscere anche ciò che di buono è stato fatto. La Juventus sicuramente ha avuto una riorganizzazione, però quando giochi in casa contro squadre come Verona e Fiorentina e fai un solo punto, non puoi trovare giustificazioni. In certi momenti devi portare a casa il risultato in qualsiasi modo. Alla fine avevi la Champions praticamente in mano.”
I demeriti e il futuro di Spalletti
Quindi a suo avviso ci sono dei demeriti?
“Sì, secondo me ci sono dei demeriti, perché bisognava sfruttare una situazione favorevole. Poi è anche vero che oggi tutte le partite sono complicate: lo abbiamo visto con la Fiorentina, con il Parma, con tante squadre che giocano senza fare calcoli. Però la Juventus doveva fare qualcosa in più.”
Siamo davvero sicuri che Luciano Spalletti sarà l’allenatore della Juventus anche nella prossima stagione?
“Da quello che so io ha rinnovato. Poi sappiamo che nel calcio i contratti valgono fino a un certo punto, però sarebbe uno smacco importante rinnovare e poi fare subito un passo indietro. Evidentemente c’è un progetto in corso. Poi magari con la Champions ci sarebbero stati scenari diversi anche sul mercato, questo non lo so. Però, alla fine, l’importante è che quest’anno ci sia andato il Napoli.”
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