Di Benedetto: "La testa che salterà sarà quella di Comolli, la scelta è inevitabile. Spalletti deve rimanere ben saldo"

Di Benedetto: "La testa che salterà sarà quella di Comolli, la scelta è inevitabile. Spalletti deve rimanere ben saldo"TuttoJuve.com
Ieri alle 23:50Altre notizie
di Redazione TuttoJuve
Lorenzo Di Benedetto analizza il momento della Juventus tra critiche alla gestione di Damien Comolli e la volontà di proseguire con Luciano Spalletti

Lorenzo Di Benedetto, vice direttore di Tuttomercatoweb, ha analizzato nel suo editoriale la situazione della Juventus, tra possibili cambiamenti societari e valutazioni sulla guida tecnica dopo una stagione complicata.

Juventus, possibili cambiamenti dopo una stagione deludente. Nel mirino la gestione di Comolli


Secondo il giornalista, in casa bianconera sarebbe pronto un nuovo riassetto, anche se non si tratterebbe di una rivoluzione totale. Nel mirino finisce soprattutto Damien Comolli, ritenuto tra i principali responsabili delle difficoltà della squadra.

"Aria di rivoluzione, ancora una volta, in casa Juventus. Una rivoluzione che non sarà totale, sia chiaro, ma che non poteva che arrivare. La testa che salterà sarà quella di Damien Comolli e la scelta è inevitabile. Sì, inevitabile, perché quello del dirigente francese, arrivato per sostituire Giuntoli, è stato un vero e proprio fallimento, sotto tutti i punti di vista".
 

Le critiche al mercato della Juventus

Di Benedetto punta il dito soprattutto contro il mercato estivo della Juventus, ritenuto insufficiente rispetto agli investimenti effettuati dal club.

"Il primo riguarda certamente il mercato estivo: gli arrivi di Jonathan David, Edon Zhegrova e, soprattutto, Lois Openda, non possono restare impuniti. La mancata qualificazione alla prossima Champions League, ancora non matematica ma a un passo, è solo un dettaglio rispetto a ciò che non hanno portato i "grandi" colpi del calciomercato 2025 e anche sul piano economico hanno inciso tantissimo, sia per i soldi spesi dalla Juve per i cartellini di questi calciatori che per il monte ingaggi che è stato alzato non di poco. Ecco, questo è solo il primo motivo, ma ce ne sono tanti altri".

Le difficoltà del mercato invernale
 

Nel suo intervento viene criticata anche la gestione della sessione invernale, in particolare il mancato arrivo di un centravanti di livello.

"Il mancato arrivo di un vero centravanti a gennaio è un altro esempio. Alla fine quello che farà la differenza, se la classifica di Serie A dovesse confermarsi anche dopo l'ultima giornata, l'avrà fatta da una parte il vantaggio che il Milan ha sempre avuto nei confronti della Juve e, dall'altra, l'acquisto di Donyell Malen da parte della Roma. I giallorossi hanno trovato un centravanti vero, Comolli no. Dopo aver nuovamente rincorso Kolo Muani, con bassissime possibilità di strapparlo contemporaneamente a Tottenham e Paris Saint-Germain, senza arrivare a dama e senza avere una valida alternativa da chiudere hanno rappresentato un altro errore imperdonabile per chi era arrivato la scorsa estate con l'intenzione di fare meglio dei suoi predecessori, senza riuscirci e, anzi, facendo peggio".

Le difficoltà comunicative del dirigente francese
 

Tra gli aspetti sottolineati da Di Benedetto c’è anche la difficoltà del dirigente francese nell’utilizzo della lingua italiana durante alcune uscite pubbliche della stagione.

"Poi, ma non importante come le altre cose, c'è anche il discorso relativo alla lingua italiana. Se un dirigente lavora in un club come la Juventus non può permettersi di imparare la nostra lingua in un intero anno. Presentarsi di fronte alle telecamere in un momento delicato come quello relativo al post gara della sfida contro l'Inter del 14 febbraio scorso, quella del caso Bastoni-Kalulu, senza poter intervenire come avrebbe dovuto, e magari anche voluto, avendo l'handicap della lingua è un'altra cosa non accettabile".
 

Spalletti resta il punto fermo
 

Diverso invece il discorso relativo a Luciano Spalletti, che secondo il giornalista dovrebbe restare alla guida della Juventus nonostante le difficoltà incontrate.

"Via Comolli dunque, manca soltanto l'annuncio ufficiale da parte della Juve, mentre chi dovrà restare ben saldo al suo posto, con tutto un altro ruolo chiaramente, è Luciano Spalletti. La Juventus ha rischiato prolungando il suo contratto prima della fine del campionato, ma per un semplice motivo. Il club e tutta la dirigenza ritenevano che l'allenatore fosse quello giusto per andare avanti anche nella prossima stagione, aprendo un ciclo che potrà portare la squadra a centrare nuovi successi anche in futuro".

Continuità tecnica per ripartire
 

Di Benedetto invita quindi la società a dare continuità tecnica al progetto, evitando ulteriori stravolgimenti.

"Ecco, nonostante la probabile mancata qualificazione alla prossima Champions League l'idea non dovrà cambiare. Perché Spalletti è l'uomo giusto per tornare a vincere. Il tecnico ha fatto degli errori, questo è chiaro, è l'ultimo dei colpevoli ma è comunque un colpevole, ma cambiare un'altra volta non servirebbe a niente, ripartire da capo non avrebbe senso. Sarà più importante cercare di regalare allo stesso Spalletti una rosa che possa davvero essere competitiva. Per intenderci: senza portiere e centravanti è difficile vincere qualcosa, la Juve ne tenga di conto in estate".
 

La riflessione sul calcio italiano
 

Infine, il vice direttore di Tuttomercatoweb allarga la riflessione all’intero calcio italiano, sottolineando la necessità di progetti più solidi e duraturi.

"La Juventus, sì, ma non solo. Allarghiamo per un secondo il discorso anche agli altri club italiani. Mancano progetti veri nel nostro Paese, l'Inter, la Roma e il Como sono solo tre piacevoli eccezioni, ed è arrivato il momento di partire con alcune idee che possano poi essere portate avanti. I giallorossi lo hanno fatto con Gasperini, "voltando le spalle" a Ranieri, le altre prendano spunto e non cambino tanto per cambiare. Non ha senso e spesso non porta i frutti sperati. I grandi successi partono anche da alcuni fallimenti e questa cosa deve essere chiara alla Juventus e non solo. Salterà Comolli, giustamente, Spalletti deve però restare al suo posto".