Da Sarri all’ombra di Conte: la pressione sulla Juventus
La risposta fornita contro il Nec ha permesso alla Juventus di reagire alla brutta serata di Reggio Emilia e di ritrovare un po’ di serenità. Sullo sfondo, però, continua ad aleggiare il nome di Antonio Conte, evocato da una parte dell’ambiente nei momenti di maggiore difficoltà.
Spalletti vuole allontanare definitivamente questi discorsi attraverso i risultati. Battere l’Atalanta consentirebbe alla Juve di arrivare alla lunga sosta per le nazionali con maggiore tranquillità.
Un risultato negativo, invece, accompagnerebbe i bianconeri per quasi tre settimane prima della ripresa del campionato. Un intervallo particolarmente lungo nel quale inevitabilmente tornerebbero ad aumentare pressioni e discussioni attorno alla squadra, come riporta Gazzetta.
Spalletti riparte dalla difesa a tre
La strada tattica sembra ormai tracciata. Contro il Nec, Spalletti ha trovato maggiore equilibrio passando alla retroguardia a tre e contro l’Atalanta dovrebbe insistere sul 3-4-2-1.
Non si tratta comunque di un sistema rigido. La presenza di Weston McKennie consente infatti alla Juventus di cambiare disposizione durante la partita e trasformarsi anche in un 4-2-3-1. Lo statunitense può partire dalla fascia e successivamente avanzare sulla trequarti, offrendo al tecnico diverse possibilità senza ricorrere necessariamente alle sostituzioni.
Proprio McKennie è stato uno dei segnali più incoraggianti arrivati dall’Europa League. Spalletti continua a considerarlo un elemento prezioso per la sua duttilità e per la capacità di interpretare differenti ruoli.
Direttore: Claudio Zuliani
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