Juve, serve la prova del nove. Sarri, ti rinfreschiamo noi la memoria...
L'incredibile e assurda sfortuna della Juventus non accenna a fermarsi, colpendo duro anche l'ultimo arrivato Kamil Grabara. Una situazione che definire surreale è poco. Il portiere polacco, reduce da un debutto ottimo in Europa League contro il NEC Nijmegen (condito pure da un assist), si è rotto il crociato anteriore in allenamento. Una maledizione vera e propria che costringe la società a guardare addirittura al mercato degli svincolati.
La roboante vittoria per 5-0 in coppa ha sicuramente riportato serenità all'ambiente e ha messo in mostra un cambio modulo decisamente interessante, che sembra aver sbloccato la manovra e gli attaccanti di Spalletti, supper le reti siano arrivate su rigore per il tedesco e su un comodo appoggio a porta vuota per il francese. Ma tutto questo ovviamente non basta visto la pochezza dei nostri avvesari olandesi: per capire se questa squadra è guarita davvero c'è una sola via. Contro l'Atalanta servirà cattiveria, rabbia agonistica e una maggiore precisione tecnica nei passaggi e nelle finalizzazioni. Bisogna battere la Dea a tutti i costi per passare le tre settimane di sosta senza fantasmi all'orizzonte. Anche Luciano Spalletti deve battere un colpo, dimostrare di avere la squadra in mano e soprattutto tornare a far rendere i suoi uomini per le loro caratteristiche, seppur il materiale a disposizione non sia eccellente. Ma la mano dell'allenatore si deve vedere proprio in queste circostanze.
Nel frattempo, la vigilia è stata infiammata dalle parole di Maurizio Sarri, che ha punzecchiato ancora una volta l'ambiente dichiarando di non avere quasi ricordi della sua esperienza in bianconero. Beh, Maurizio, i ricordi ce li abbiamo noi, e sono tutti negativi. E a dirti la verità, uno dei più grossi errori dell'era Paratici fu proprio quello di portarti alla Juventus, una scelta scellerata dettata da un'incomprensibile voglia di rivoluzione che ha spezzato un DNA vincente. Vero, hai vinto uno scudetto, ma quello fu vinto per inerzia: infatti caro Maurizio ti voglio ricordare che quel titolo lo ha conquistato la forza del gruppo della Juventus, non certo le tue idee. Un allenatore che non è mai entrato nel mondo Juventus, dimostrandosi totalmente lontano dalla nostra filosofia, dalla nostra storia e dal nostro modo di essere juventini. In più dobbiamo registrare la sua totale irriconoscenza: Invece di lanciare frecciatine, dovrebbe solo ringraziare la Juventus per avergli permesso di inserire nel suo palmarès l'unico scudetto della sua carriera.
Stasera allo Stadium va in scena la resa dei conti contro il passato recente. Oltre a Sarri, l'Atalanta si presenta con Cristiano Giuntoli dietro la scrivania e Frank Kessié a centrocampo. Direttore, per te non c'è nessun rimpianto: il passato è passato anche se gli errori commessi sono ancora ben tangibili e presenti. Ma quanto sarebbe bello, stasera, metterci il cuore, la grinta e prendersi una tripla, goduriosa rivincita sul campo contro Sarri, Giuntoli e quel Kessié che ha preferito Bergamo a Torino? La risposta deve darla il campo. Fino alla fine
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