Juventus, dopo il Nec arriva l’esame Atalanta

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di Fabio Moretti
Dopo il 5-0 al Nec, la Juventus cerca conferme contro l’Atalanta. Spalletti sfida Sarri, ultimo tecnico dello scudetto bianconero, e il passato.

Quanto vale davvero il 5-0 rifilato al Nec? La Juventus avrà una prima risposta contro l’Atalanta. Il successo in Europa ha permesso alla squadra di Luciano Spalletti di ritrovare entusiasmo e certezze, ma la sfida di Serie A presenta inevitabilmente difficoltà differenti.

Anche i bergamaschi arrivano da un momento complicato, segnato dalle sconfitte contro Cagliari e Roma. Eppure per i bianconeri il confronto rappresenta un banco di prova decisamente più significativo rispetto all’impegno europeo.

Contro il Nec la Juventus aveva praticamente indirizzato la partita già nella prima mezz’ora. La serata aveva inoltre permesso a Woltemade e Kolo Muani di trovare finalmente il gol in bianconero, mentre anche Alajbegovic aveva lasciato il segno.

Adesso Spalletti vuole capire se quei progressi possono essere trasferiti in campionato.

Sarri torna allo Stadium da ultimo tecnico dello scudetto

La partita avrà un significato particolare anche per la presenza di Maurizio Sarri sulla panchina dell’Atalanta. Il tecnico toscano torna nello stadio dove conquistò il campionato 2019-20, l’ultimo scudetto vinto dalla Juventus.

Da allora lo scenario bianconero è profondamente cambiato. Quella squadra era stata costruita con l’obiettivo di competere ai massimi livelli anche in Champions League, mentre la Juventus attuale sta cercando di riconquistare stabilmente un posto nella principale competizione europea.

Un cambio di prospettiva evidente anche osservando i risultati delle ultime stagioni. Dal 2020-21 in avanti, considerando anche i dieci punti di penalizzazione del 2022-23, la Juventus ha accumulato complessivamente 115 punti di distanza dalle varie squadre arrivate al primo posto in Serie A.

Da Ronaldo a Kolo Muani: quanto è cambiata la Juventus

Il confronto tra la formazione dello scudetto di Sarri e quella attuale racconta due epoche molto diverse.

In attacco la Juventus poteva affidarsi a Cristiano Ronaldo, Paulo Dybala e Gonzalo Higuain, con Federico Bernardeschi ulteriore alternativa. Tra i pali, oltre a Wojciech Szczesny, c’era Gianluigi Buffon.

Il centrocampo offriva numerose soluzioni con giocatori come Miralem Pjanic, Sami Khedira, Blaise Matuidi, Rodrigo Bentancur e Adrien Rabiot. Anche la difesa disponeva di elementi di grande esperienza come Giorgio Chiellini, Leonardo Bonucci e Danilo.

A questi si aggiungeva Matthijs de Ligt, acquistato per 75 milioni di euro più 10,5 milioni di costi accessori e con uno stipendio da 7,5 milioni. Un investimento che fotografa bene la capacità economica e le ambizioni della Juventus di quel periodo.

Oggi Spalletti dispone di una squadra costruita su presupposti differenti, con Kolo Muani e Woltemade tra i riferimenti offensivi e giocatori come Nico Gonzalez e Douglas Luiz diventati importanti nel nuovo progetto, come ricorda La Stampa.

Dalle ambizioni Champions alla necessità di tornarci

La Juventus di Sarri partiva con l’obiettivo di vincere in Italia e provare ad arrivare fino in fondo in Europa. Quella attuale deve invece ricostruire il proprio percorso e conquistare l’accesso alla Champions League.

Il quarto posto, che durante i cicli di Conte, Allegri e Sarri sarebbe stato considerato insufficiente rispetto alle aspettative, rappresenta oggi un traguardo fondamentale per rilanciare il progetto sportivo.

Nel frattempo il club ha dovuto confrontarsi anche con una realtà economica differente e con le conseguenze legate al rispetto delle norme finanziarie UEFA. Il contesto, dunque, è profondamente cambiato rispetto alla Juventus che poteva permettersi operazioni come quelle per Ronaldo e De Ligt.

Spalletti-Sarri, due tecnici toscani e un’idea offensiva

Il confronto dell’Allianz Stadium mette inoltre uno davanti all’altro due allenatori della stessa generazione. Spalletti e Sarri hanno entrambi 67 anni e condividono non soltanto le origini toscane, ma anche la ricerca di un calcio propositivo.

Spalletti sta provando a costruire la propria Juventus attraverso il nuovo 3-4-2-1, un sistema che può cambiare durante la partita e che contro il Nec ha prodotto risposte incoraggianti.

L’Atalanta servirà però per capire se il successo europeo abbia rappresentato semplicemente una serata positiva oppure il vero punto di partenza della nuova Juve.