Juventus-Atalanta, vietato fermarsi: i rischi della sfida e l’importanza della vittoria

Juventus-Atalanta, vietato fermarsi: i rischi della sfida e l’importanza della vittoriaTuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
La Juventus affronta l’Atalanta nel primo vero esame dopo il 5-0 al NEC: vincere è fondamentale per la classifica, la fiducia e le ambizioni stagionali.

La goleada contro il NEC ha restituito entusiasmo alla Juventus, ma la sfida con l’Atalanta racconterà molto di più sul reale valore della squadra di Luciano Spalletti. Il 5-0 europeo è stato un brodino salutare dopo la sconfitta di Sassuolo; il prossimo impegno sarà invece un esame autentico, probabilmente il più attendibile di questo avvio di stagione.

Vincere avrebbe un peso enorme. Permetterebbe ai bianconeri di dare continuità alla reazione europea, recuperare terreno in campionato e allontanare definitivamente le tensioni nate dopo il passo falso di Reggio Emilia. Un altro risultato negativo, invece, riaprirebbe immediatamente dubbi e discussioni.

Il pericolo dell’euforia dopo il NEC

Il primo rischio è mentale. Segnare cinque gol può restituire sicurezza, ma anche generare una pericolosa illusione. Il NEC ha concesso spazi enormi, difeso male e opposto una resistenza limitata.

Contro l’Atalanta non sarà così. La Juventus avrà meno tempo per controllare il pallone, troverà marcature più aggressive e dovrà affrontare duelli in ogni zona del campo. Le occasioni semplici viste in Europa difficilmente si ripresenteranno con la stessa frequenza.

La squadra dovrà quindi conservare la fiducia prodotta dalla cinquina senza confonderla con la certezza di aver risolto tutti i propri problemi. Sassuolo ha mostrato una Juventus fragile nella gestione; il NEC non è stato sufficientemente competitivo per verificare se quelle difficoltà siano realmente superate.

Pressing e duelli: vietato perdere le distanze

L’Atalanta cercherà di rendere la partita intensa e fisica. La pressione individuale può creare difficoltà alla costruzione bianconera, soprattutto se i difensori e i centrocampisti impiegheranno troppo tempo per liberarsi del pallone.

Douglas Luiz sarà chiamato a velocizzare le decisioni. Spalletti gli ha riconosciuto una conoscenza totale del gioco, ma gli chiede di anticipare la giocata e ridurre i tocchi. Contro un avversario aggressivo questa capacità diventerà fondamentale.

Anche Sarr dovrà aumentare il livello. La prima da titolare contro il NEC ha evidenziato corsa e presenza, ma anche una comprensibile mancanza di brillantezza. L’Atalanta metterà alla prova la sua pulizia tecnica e la capacità di mantenere la posizione.

Il pressing juventino dovrà essere coordinato. Correre in avanti individualmente, senza il sostegno del blocco, significherebbe aprire gli stessi spazi pagati caramente contro il Sassuolo.

La difesa a tre al primo vero test

Il 3-4-2-1 ha restituito maggiore compattezza, ma contro il NEC la difesa è stata sollecitata soltanto a tratti. Gatti, Bremer, Lucumí, Kalulu e Kelly troveranno ora avversari capaci di attaccare la profondità e riempire l’area con più uomini.

Spalletti dovrà scegliere se confermare la linea a tre oppure tornare al 4-2-3-1. La prima soluzione garantisce maggiore copertura, ma richiede un lavoro intenso da parte degli esterni. Se entrambi avanzassero contemporaneamente, l’Atalanta potrebbe trovare campo ai lati dei centrali.

Il rientro di Kelly aumenta le alternative. L’inglese può giocare sul centro-sinistra e offrire freschezza a un reparto che dovrà reggere ritmi molto più elevati rispetto alla notte europea.

La Juventus dovrà soprattutto evitare di difendere correndo verso la propria porta. Per farlo sarà indispensabile mantenere corte le distanze tra centrocampo e linea arretrata.

Woltemade e Kolo Muani cercano la conferma

Contro il NEC si sono sbloccati entrambi. Woltemade ha trasformato il rigore e offerto un riferimento centrale, mentre Kolo Muani è entrato nella ripresa producendo un assist e il primo gol stagionale.

L’Atalanta dirà se la loro convivenza può diventare una soluzione stabile. Il tedesco dovrà proteggere il pallone contro difensori più aggressivi, vincere i duelli aerei e aiutare la squadra a risalire. Il francese avrà meno campo a disposizione e dovrà mostrare maggiore resistenza al contatto.

Spalletti potrebbe schierarli insieme oppure utilizzare Kolo come arma nella ripresa. La seconda ipotesi consentirebbe al francese di affrontare una difesa più stanca, sfruttando accelerazione e profondità.

Fondamentale sarà anche Zhegrova. Non inserito nella lista UEFA, il kosovaro torna disponibile dopo aver riposato contro il NEC. La sua capacità di saltare l’uomo può diventare decisiva in una partita nella quale gli spazi saranno ridotti.

Le condizioni di Cambiaso e McKennie

Cambiaso resta da valutare giorno dopo giorno. Il fastidio alla caviglia non è completamente superato e la Juventus non intende rischiare una ricaduta. Anche in caso di convocazione, appare difficile immaginare un impiego prolungato.

McKennie, invece, ha dato una buona risposta contro il NEC. Utilizzato sulla fascia, ha garantito corsa e contribuito all’azione del gol di Alajbegovic. Contro l’Atalanta la sua capacità di occupare più posizioni può diventare particolarmente preziosa.

Lo statunitense dovrà però gestire una condizione ancora non perfetta. Spalletti ha diversi giocatori che potrebbero non sostenere novanta minuti ad alta intensità: per questo la gestione dei cambi avrà un peso superiore rispetto alla gara europea.

Vincere per la classifica e per la credibilità

La Juventus non può accontentarsi di una prestazione positiva. In campionato ha già lasciato punti importanti e deve evitare che il distacco dalle prime posizioni aumenti ulteriormente.

Una vittoria contro l’Atalanta avrebbe un valore doppio: permetterebbe di superare una concorrente diretta e darebbe credibilità al progetto. Dopo aver battuto un avversario modesto come il NEC, serve un risultato contro una squadra capace di misurare davvero le ambizioni bianconere.

Spalletti ha ricevuto la fiducia pubblica della società, con Massara che ha definito la squadra in «mani eccellenti». Adesso occorre trasformare il sostegno dirigenziale in punti.

Una partita che può indirizzare la stagione

Juventus-Atalanta arriva in un momento delicato. La squadra può dare continuità alla reazione, ritrovare entusiasmo anche in campionato e affrontare i prossimi impegni con maggiore serenità. Oppure può ricadere nelle contraddizioni viste a Sassuolo.

Non servirà necessariamente una goleada. Basterà una Juventus matura, capace di soffrire, scegliere i momenti della pressione e colpire senza perdere equilibrio.

Il NEC ha restituito il sorriso. L’Atalanta dirà se dietro quel sorriso esiste già una squadra. Per classifica, fiducia e ambizioni, vincere non è ancora un obbligo matematico, ma rappresenta una necessità sportiva. La Juventus deve dimostrare che la notte europea non è stata una parentesi, bensì l’inizio di una vera ripartenza.