Prandelli: «Juve favorita. Woltemade ricorda il giovane Ibra, Nico è la fortuna di Spalletti»

Prandelli: «Juve favorita. Woltemade ricorda il giovane Ibra, Nico è la fortuna di Spalletti»TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
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di Fabio Moretti
Prandelli presenta Juventus-Atalanta: bianconeri favoriti, Nico Gonzalez decisivo e Woltemade paragonato al giovane Ibrahimovic. Poi parla di Conte.

Cesare Prandelli sceglie la Juventus. Alla vigilia della sfida con l'Atalanta, l'ex commissario tecnico della Nazionale parte dalle indicazioni arrivate dal 5-0 europeo contro il NEC e individua nei bianconeri la squadra che si presenta all'appuntamento con qualcosa in più.

«La Juventus parte favorita contro l’Atalanta, in Europa League ho visto finalmente una squadra bella, coesa, compatta. I giocatori mi hanno dato l’impressione di dire: leggiamo che Spalletti è in difficoltà, allora adesso ci pensiamo noi. E hanno battuto il Nec 5-0».

Per Prandelli parlando a Gazzetta, però, quella contro l'Atalanta sarà soprattutto una partita tattica tra due allenatori che conosce bene: Luciano Spalletti e Maurizio Sarri.

Prandelli: «Giocheranno una partita a scacchi»

Due tecnici differenti, ma accomunati dalla ricerca di un'identità precisa.«Sono toscani differenti, però sono due tra i migliori tecnici italiani e sul lavoro si assomigliano: idee e concetti chiari, spartito preciso. Luciano ha conquistato lo scudetto col Napoli, Maurizio con la Juventus. Ma è uno scandalo che a Sarri siano serviti così tanti anni per avere una occasione in Serie A».

E proprio il confronto tattico potrebbe rappresentare uno dei temi principali della partita.

«Spalletti e Sarri si conoscono bene e si stimano: giocheranno una partita a scacchi. Sono curioso di vedere chi farà la prima mossa e rischierà di più inizialmente. Penso Luciano, che ha più certezze dopo la prestazione convincente in Europa League: contro il Nec si sono visti gioco, profondità, gol. Un po’ di tutto».

Difesa a tre, Prandelli promuove Spalletti

Il passaggio al 3-4-2-1 ha restituito maggiore equilibrio alla Juventus dopo la sconfitta contro il Sassuolo.

Prandelli, però, invita a non ridurre tutto alla semplice disposizione tattica.

«No, anche perché Spalletti ha una squadra che si può adattare a vestiti tattici diversi. Piuttosto il passaggio alla difesa a tre conferma la bravura e il mestiere di Luciano, uno che in trent’anni di carriera ha provato di tutto e a differenza di altri colleghi non senti mai dire frasi tipo: “il mio calcio è così”. Spalletti ha capito il momento della squadra e risposto alla grande a chi lo aveva messo in discussione».

Una lettura che valorizza soprattutto la capacità dell'allenatore di adattarsi alle necessità del momento.

«Conte? Uno stimolo per Spalletti»

Inevitabile anche un passaggio su Antonio Conte.

Il nome dell'ex tecnico juventino è tornato nelle discussioni di una parte della tifoseria dopo le difficoltà incontrate dalla squadra. Secondo Prandelli, però, Spalletti possiede abbastanza esperienza per non farsi condizionare. «Luciano è in questo mondo da molti anni e conosce le dinamiche del calcio. Le voci su Conte saranno uno stimolo per lui. Non un problema».

Il campo, dunque, resta la risposta principale.

E il 5-0 europeo ha almeno permesso a Spalletti di arrivare alla sfida con l'Atalanta con una pressione differente.

«Nico Gonzalez è l'autentica fortuna della Juventus»

Quando deve scegliere il possibile uomo decisivo, Prandelli non ha dubbi.

Niente centravanti.

Il nome è Nico Gonzalez.«Punto su Nico Gonzalez, l’autentica fortuna della Juventus: con Yildiz infortunato, l’ex viola è il giocatore più forte di Spalletti. Mi piaceva già a Firenze, ma ora Nico mi sembra pure più completo: destra, sinistra, centro. Sempre in velocità e con spirito argentino. Luciano è bravo a coccolarlo e contro l’Atalanta può essere ancora decisivo. Avvertire la fiducia del proprio allenatore fa la differenza, guardate Douglas Luiz. Il brasiliano sembra un altro rispetto alla prima stagione a Torino, però ha le potenzialità per fare ancora meglio».

Prandelli conosce il tedesco da tempo e ne sottolinea soprattutto la capacità di leggere il gioco.

«Kolo Muani ha bisogno di spazi e lo vedo meglio largo. Woltemade lo seguo dai tempi dell’Under 21 della Germania e ho sempre avuto un debole per lui. Non segna molto, ma vede calcio. Non ha la potenza di Ibrahimovic, però come struttura ricorda il giovane Ibra, quello che nei primi tempi alla Juventus segnava poco e poi...».

Kolo meglio partendo largo?

Interessante anche il giudizio su Kolo Muani.

Secondo Prandelli, il francese potrebbe esprimersi meglio avendo spazio da attaccare e partendo da una posizione meno centrale.

Un'indicazione che coincide con quanto visto nella parte conclusiva della partita contro il NEC, quando Kolo ha potuto muoversi accanto a Woltemade trovando maggiori possibilità di accelerare fronte alla porta.

È una soluzione che Spalletti potrebbe riproporre anche in futuro.