McKennie torna protagonista

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di Fabio Moretti
McKennie torna e cambia la Juventus: Spalletti lo esalta nel nuovo 3-4-2-1. Il texano, già a 232 presenze, diventa sempre più leader bianconero.

Il valore del Nec non può essere paragonato a quello degli avversari più impegnativi che attendono la Juventus, ma il 5-0 conquistato in Europa League ha comunque lasciato indicazioni positive a Luciano Spalletti. Non soltanto per le risposte individuali: anche l’organizzazione complessiva della squadra è apparsa più convincente.

Il passaggio al 3-4-2-1 ha restituito maggiore compattezza ai bianconeri dopo le difficoltà evidenziate nella precedente uscita di Reggio Emilia. Una scelta studiata proprio per ridurre le distanze tra i reparti e rendere più ordinata la manovra.

Spalletti ha spiegato il concetto con una battuta: «Tutti avete notato che i giocatori andavano un po' troppo a giro per il campo a Reggio Emilia».

McKennie, il ritorno che cambia la Juventus

Tra le notizie migliori della serata europea c’è soprattutto il recupero di Weston McKennie. Lo statunitense era rimasto fermo per circa tre settimane a causa del problema muscolare accusato ad agosto e il suo rientro ha immediatamente ricordato quanto possa essere importante per gli equilibri della squadra. Fisicità, capacità di inserimento, resistenza e lettura delle situazioni sono soltanto alcune delle qualità del centrocampista. A fare la differenza è soprattutto la sua duttilità, come ricorda La Stampa di oggi. 

Contro il Nec è stato utilizzato sulla corsia esterna, ma durante la sua esperienza juventina McKennie ha ricoperto praticamente tutte le posizioni del centrocampo, dalla mezzala alla trequarti.

McKennie leader: la fascia da capitano non è un caso

Alla crescita tecnica si è aggiunta quella sul piano della personalità. L’esperienza maturata con gli Stati Uniti ai Mondiali disputati tra Usa, Messico e Canada ha contribuito a rafforzarne il ruolo di leader.

McKennie è diventato un riferimento non soltanto sul terreno di gioco, ma anche all’interno dello spogliatoio e nella gestione dei momenti più delicati. Per questo la fascia da capitano indossata contro il Nec assume un significato particolare.

Spalletti può così contare su un giocatore capace di offrire soluzioni tattiche differenti e, contemporaneamente, di assumersi maggiori responsabilità.

Dalla possibile cessione alle 232 presenze con la Juventus

La storia di McKennie a Torino avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa. Arrivato alla Juventus nel 2020, nella stagione 2022-23 aveva trovato meno spazio ed era stato successivamente ceduto in prestito al Leeds United.

Al termine dell’esperienza inglese era rientrato a Torino in una situazione ancora incerta, con la possibilità concreta di una cessione definitiva. Il centrocampista è invece riuscito progressivamente a riconquistare spazio e fiducia.

Da quel momento la sua parabola juventina è cambiata. McKennie ha raggiunto quota 232 presenze con la maglia bianconera, accompagnate da 27 gol, sette dei quali realizzati in Champions League.

Adesso la sua importanza nella Juventus di Spalletti è nuovamente evidente. Dopo rinnovo, rilancio e fascia da capitano, il prossimo obiettivo dello statunitense è trasformare questa centralità in risultati e, possibilmente, in nuovi trofei.