McKennie attacca
La Juventus perde ancora, ma questa volta a fare rumore non è soltanto il risultato. Dopo il 2-0 subito contro il Genoa, Weston McKennie si presenta davanti ai microfoni e lancia un messaggio chiarissimo ai compagni: le responsabilità non possono essere scaricate esclusivamente su Luciano Spalletti. Chi scende in campo deve fare di più, soprattutto sotto il profilo dell'atteggiamento e della determinazione.
Parole che arrivano pochi giorni dopo lo sfogo di Gleison Bremer seguito alla sconfitta contro la Lazio.
Due leader, due interventi pubblici e un problema comune: la Juventus sembra incapace di reagire alle difficoltà con la personalità richiesta a una grande squadra.
McKennie difende Spalletti e chiama in causa i giocatori
Il centrocampista americano non cerca giustificazioni dopo la figuraccia di Marassi.«I tifosi hanno ragione: dobbiamo fare di più, perché la Juve è un grande club e dobbiamo vincere».Un'ammissione che precede una presa di posizione ancora più significativa.
«Per me Spalletti ora non può prendersi tutte le colpe, siamo tutti colpevoli: stiamo seguendo tutto quello che ci dice, ma sul campo siamo noi che dobbiamo fare di più. Le “cose dentro” non si possono allenare: quelle dobbiamo trovarle noi».
Il messaggio è evidente secondo Gazzetta.
L'allenatore può preparare le partite, studiare gli avversari e indicare le soluzioni tattiche, ma non può sostituirsi ai giocatori nella volontà di vincere un contrasto o di aiutare un compagno in difficoltà.
McKennie sposta così l'attenzione sulle responsabilità individuali.
"La tattica non c'entra": la Juventus ha perso la battaglia
L'americano insiste soprattutto sull'atteggiamento mostrato contro il Genoa. «Certo che seguiamo il mister, ma la tattica non c’entra quasi niente in queste partite: conta solo lottare e voler vincere».Un'affermazione forte, soprattutto perché arriva da uno dei calciatori più esperti dello spogliatoio.La Juventus è stata sovrastata nell'intensità, ha perso troppi duelli e non è riuscita a rispondere alla pressione dei rossoblù.
McKennie sottolinea la necessità di correre qualche metro in più, sacrificarsi per i compagni e affrontare ogni contrasto con maggiore convinzione.
Sono principi elementari, ma a Genova sembravano appartenere soltanto alla squadra di Daniele De Rossi.
Ed è proprio questo l'aspetto più preoccupante.
Una Juventus che deve ricordarsi di lottare è una Juventus che ha smarrito qualcosa di fondamentale.
Prima Bremer, adesso McKennie: due leader lanciano l'allarme
Le parole dell'americano ricordano quelle pronunciate da Bremer dopo la sconfitta contro la Lazio, come riporta Gazzetta.
Il difensore brasiliano aveva già richiamato i compagni alla necessità di assumersi maggiori responsabilità, sottolineando come non tutti reagiscano allo stesso modo nei momenti difficili.Adesso arriva un secondo intervento pubblico.
Non è corretto interpretare automaticamente queste dichiarazioni come il segnale di una frattura nello spogliatoio. Ma è evidente che alcuni dei giocatori più rappresentativi avvertano la necessità di scuotere il gruppo.Il problema è che, finora, le parole non hanno prodotto la reazione sperata.
La Juventus continua a ripetere gli stessi errori e sembra perdere sicurezza ogni volta che viene messa sotto pressione.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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