Laura Mancin (Nutrizionista Juventus): “Vi svelo tutti i segreti del mio lavoro con i giocatori bianconeri”
Lo scorso autunno la Juventus ha assunto Darren Burges come Director of Performance e insieme a lui sono arrivate altre grandi figure di livello per migliorare sempre di più le prestazioni dei calciatori. In bianconero è giunta anche Laura Mancin in qualità di nutrizionista della squadra. L'alimentazione, la qualità del sonno e l'idratazione sono aspetti fondamentali da curare per migliorare il rendimento di un atleta. Per questo motivo un club come la Juventus deve dotarsi di figure in grado di curare anche questi aspetti.
Le parole di Laura Mancin.
Laura Mancin è la nutrizionista della Juventus e sul canale YouTube di Enel ha parlato del lavoro che svolge quotidianamente con i calciatori bianconeri: "Sono Laura Mancin e lavoro nella Juventus da ottobre come prima nutrizionista della prima squadra maschile. Io cerco sempre di mantenere quell'energia positiva, cerco sempre di non perdere il sorriso e di trasmettere questo sorriso perché penso che noi tutti ormai abbiamo bisogno di lavorare in ambienti positivi. Il piano alimentare per dei calciatori di alto livello è la sfida di noi nutrizionisti, perché non basta l'eccellenza, si cerca sempre quel qualcosa in più. La giornata di un nutrizionista è lunghissima perché inizia il mattino presto e finisce la sera tardi, quindi all'inizio, appena arrivano i giocatori ci sono i vari test da fare, dipende poi dal momento anche della settimana e mi accordo poi anche con tutta la cucina del menù della giornata. Mi dirigo poi in campo, quindi seguo i giocatori in campo, anche lì seguendo sempre l'idratazione. Finito l'allenamento, controllo tutti i dati, vedere appunto quanto hanno consumato, quanti chilometri hanno fatto durante quell'allenamento per poi adattare il piano nutrizionale e l'integrazione ad hoc. Per me la parte sfidante del mio lavoro è proprio quella di lavorare con l'atleta d'élite e quindi dove tutto deve essere perfetto. Queste persone ti trasmettono proprio quell'energia di cui hai bisogno. La ricerca e la scienza mi hanno sempre spinto a lavorare al massimo e quindi trovo proprio soddisfazione nel lavorare con l'atleta dove non basta il 100% ma devi fare sempre quel qualcosina in più. Questo è il mio zaino di lavoro. Lo porto sempre con me perché siamo sempre in viaggio. All'interno porto sempre un libro perché alla fine è la base del nostro lavoro essere aggiornati. Tablet dove all'interno ho tutti i dati di tutti i giocatori e alla fine la borraccia dove ho l'acqua con i sali minerali. Penso che lo stomaco e l'intestino siano il nostro secondo cervello e anche a volte il nostro secondo cuore, perché lo stress, l'adrenalina, qualsiasi sensazione emotiva parte da lì e quindi l'ascolto e l'empatia per me sono fondamentali nel mio lavoro e nel nostro lavoro quotidiano perché alla fine serve quell'energia di riuscire in campo".
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