La guerra ha amplificato la volatilità a Piazza Affari: Juventus tra i titoli peggiori dall'inizio del conflitto
La Juventus figura tra i titoli più penalizzati di Piazza Affari in una fase caratterizzata da forte volatilità sui mercati finanziari. Nonostante il Ftse Mib continui a mantenere un progresso vicino all’8% da inizio anno, il clima resta instabile e segnato da oscillazioni molto accentuate.
Secondo un’analisi pubblicata da Milano Finanza, il listino milanese sta vivendo settimane particolarmente nervose, influenzate soprattutto dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, che mantengono elevato il prezzo del petrolio oltre la soglia dei 100 dollari al barile, aumentando così i timori sui costi energetici per le imprese.
In questo scenario, diversi titoli hanno registrato movimenti estremamente bruschi. Se da un lato società come Prysmian hanno messo a segno rialzi superiori al 10% in singole sedute, dall’altro non sono mancati crolli pesanti come quello di Campari, precipitata del 14,5% dopo risultati trimestrali accolti negativamente dagli analisti.
Anche la Juventus rientra tra i titoli che hanno sofferto maggiormente nelle ultime settimane. Dal 27 febbraio, le azioni del club bianconero hanno lasciato sul terreno il 13,47%, collocandosi tra le performance peggiori del segmento con capitalizzazione superiore ai 500 milioni di euro.
Peggio della Juventus hanno fatto soltanto alcuni gruppi come NewPrinces (-22,4%), Inwit (-19,23%), Fincantieri (-18,23%), Ascopiave (-17,31%), Webuild (-16,77%) e Amplifon (-15,29%). Tra i titoli in difficoltà figurano anche Safilo Group (-13,31%) e Campari (-12,2%).
Il quadro conferma come, dietro la buona tenuta complessiva dell’indice principale di Piazza Affari, si nasconda una fase di mercato caratterizzata da forte instabilità e movimenti molto rapidi, che stanno coinvolgendo anche società di primo piano del panorama italiano, compresa la Juventus.
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