Juventus, difficile applicare il “codice di gradimento”

Juventus, difficile applicare il “codice di gradimento”TuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
Saranno decisivi gli ispettori Figc

Alla Continassa si valuta anche quale possa essere la risposta diretta della società. Uno degli strumenti a disposizione dei club è il cosiddetto “codice di gradimento”, attraverso il quale può essere impedito o sospeso l'accesso allo stadio nei confronti di chi viola il codice di condotta.

La Juventus lo ha già utilizzato in passato, ma questa volta la situazione appare più complessa. Il problema riguarda il numero delle persone coinvolte. Non si tratterebbe infatti dell'azione isolata di pochi individui facilmente identificabili, ma di un comportamento tenuto da un gruppo molto più numeroso.

Una circostanza che rende più complicata l'individuazione delle singole responsabilità e, di conseguenza, l'applicazione immediata dello strumento da parte del club.

Malagò: «La Juventus è assolutamente vittima»

Sulla necessità di identificare i singoli responsabili è tornato Giovanni Malagò.

«Vanno individuate in modo chirurgico e scientifico tutte quelle persone che hanno fatto vergognare il 99% di chi era allo stadio. È qualcosa che mi dispiace, non c’è rispetto neanche per la morte di un grande giocatore, una persona - così il presidente della Figc Giovanni Malagò - che ha servito il Paese come atleta, poi c’è anche il percorso nella città di Torino della sua famiglia. È una storia che ci ha rattristato e amareggiato. Da Presidente, da appassionato e tifoso mi auguro che verranno colpiti i singoli soggetti perché la Juventus è assolutamente vittima».

Un passaggio importante soprattutto per quanto riguarda la posizione della società bianconera: secondo Malagò, la responsabilità dovrebbe essere ricondotta a chi materialmente ha compiuto il gesto e non alla Juventus nel suo complesso.

Marchisio: «La storia si rispetta»

Tra le numerose reazioni arrivate dal mondo bianconero c'è anche quella di Claudio Marchisio.

L'ex centrocampista della Juventus ha voluto prendere posizione sottolineando il valore della rivalità sportiva, ma anche il limite che questa non dovrebbe mai superare.

«Sandro Mazzola è un pezzo della storia del nostro calcio. E la storia si rispetta. Alla Juventus e ai suoi tifosi devo una parte enorme della mia vita. So quanto amore, passione e rispetto ci siano dietro quella maglia. Ed è proprio per questo - sottolinea Claudio Marchisio - che credo sia giusto dire, senza esitazioni, che gesti come quello di domenica non dovrebbero accadere... la rivalità è passione, appartenenza, orgoglio. Ma non può mai cancellare il rispetto...».

Decisiva la relazione degli ispettori Figc

Adesso la questione passa definitivamente nelle mani della giustizia sportiva, come riporta Gazzetta. 

Il Giudice Sportivo Mastrandrea dovrà valutare la relazione degli ispettori della Procura Federale presenti sia a bordo campo sia nella zona della Curva Sud durante Juventus-Atalanta.

Una multa viene indicata come lo scenario più immediato, ma resta aperta anche la possibilità di un provvedimento sul settore in vista della prima partita casalinga dopo la sosta contro la Lazio.

Alla Juventus, parallelamente, spetterà decidere se e come intervenire direttamente nei confronti dei responsabili una volta individuati.

Le prossime ore dovrebbero quindi chiarire il primo aspetto della vicenda: quale sanzione verrà adottata dopo quanto accaduto durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola.