Kolo non vuole fermarsi

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di Fabio Moretti
Dal Nec all'Atalanta: è cambiato tutto. La svolta è arrivata in Europa League.

Contro il Nec, Kolo Muani è entrato dalla panchina, è stato utilizzato anche in posizione più larga e ha finalmente rotto il ghiaccio. Prima l'assist per Celik, poi il primo gol stagionale. Una liberazione dopo un avvio complicato, caratterizzato da errori e difficoltà nel ritrovare il rendimento mostrato durante la sua precedente esperienza juventina. La conferma è arrivata pochi giorni dopo contro l'Atalanta. Questa volta il gol non è arrivato, ma la prestazione ha raccontato molto altro.

Kolo dominante contro l'Atalanta

Kolo Muani è rimasto in campo per 89 minuti, raggiungendo picchi di velocità di 28 km/h. Ha concluso una volta nello specchio, creato un'occasione e completato due dribbling. Soprattutto, però, si è sacrificato per la squadra.

Sul colpo di testa di Kristensen destinato verso la porta di Guglielmo Vicario, è stato proprio il francese a intervenire sulla linea evitando il possibile pareggio dell'Atalanta.

Un salvataggio pesantissimo che si aggiunge al lavoro svolto in fase offensiva, ai movimenti per aprire gli spazi e alla continua pressione sulla difesa avversaria. Kolo non ha segnato, ma è stato uno dei protagonisti della vittoria.

Spalletti se lo gode: «Sarà il grande colpo di ottobre»

Il rapporto con Luciano Spalletti sembra essere stato determinante nella trasformazione dell'attaccante. Il tecnico prima lo ha pungolato, poi lo ha protetto e infine gli ha consegnato fiducia. Dopo la vittoria sull'Atalanta, Spalletti non ha nascosto la propria soddisfazione: «Kolo Muani avrebbe meritato il gol contro l’Atalanta, gli è mancato soltanto quello e comunque ne ha salvato uno sulla linea. Randal farà vedere il bomber che è, sarà il grande colpo di ottobre».Parole completamente diverse rispetto a quelle pronunciate dopo la partita di Frosinone del 23 agosto.

In quell'occasione Spalletti aveva attaccato frontalmente il francese:«Kolo Muani deve capire che se non gioca da due anni, c’è un motivo...».

Una provocazione durissima che anticipò però un cambio di atteggiamento dello stesso allenatore, come ricorda Gazzetta,

«Sono salito sul carro di Kolo»

Pochi giorni più tardi Spalletti aveva infatti cambiato registro, schierandosi apertamente al fianco del proprio attaccante:

«Sono salito sul carro di Kolo Muani e non scenderò fino al termine della stagione».

Una dichiarazione che sembra aver segnato una svolta.

La fiducia dell'allenatore è cresciuta insieme alle prestazioni del giocatore. Adesso Kolo Muani può diventare una pedina fondamentale anche grazie alla sua duttilità: centravanti quando serve attaccare l'area, ma anche attaccante capace di partire più largo e creare spazi con velocità e movimenti.

A Cagliari ancora dal primo minuto

La sosta arriva nel momento migliore per permettere al francese di assorbire completamente il problema alla mano senza perdere partite.

Alla ripresa, contro il Cagliari, Spalletti dovrebbe quindi affidarsi ancora a lui dal primo minuto.

Il gol contro il Nec ha cancellato lo zero dalla casella delle reti stagionali, mentre la prova contro l'Atalanta ha mostrato qualcosa di forse ancora più importante: Kolo Muani è tornato a incidere anche quando non segna.

Dopo settimane complicate, il francese sembra essersi ripreso la Juventus. E adesso Spalletti aspetta il passo successivo: trasformare le prestazioni in gol e diventare davvero quel «grande colpo di ottobre» annunciato dall'allenatore.