Ravezzani: "Mazzola? Un gruppo di tifosi ignoranti. Juve, risposta di gran classe"
Il giornalista Fabio Ravezzani, sui propri canali social, ha parlato di quanto avvenuto prima di Juve-Atalanta, con la protesta di alcuni tifosi bianconeri nei confronti del minuto di silenzio per Sandro Mazzola: "La Juventus giustamente, con grande classe, quella che non è mai mancata alla Juventus storicamente, che l'ha distinta sempre rispetto a tanti altri club che fanno finta di nulla quando i loro tifosi fanno delle nefandezze, ha preso le distanze da quella cinquantina-centinaio di persone che durante il minuto di raccoglimento ha avuto quel comportamento. Questa è ignoranza allo stato puro, penso che queste persone che hanno fatto un gesto così volgare, così sgradevole, che ha esposto all'imbarazzo il club, non siano persone in sé cattive. Siamo andati anche un po' a ingrandire la foto di questi personaggi che sono uomini, donne anche di una certa età, non penso che siano persone cattive, sono persone ignoranti e questo peraltro non li giustifica. Pensando di fare qualcosa di significativo, di segnalare la loro differenza voltando le spade al campo in cui si ricordava per un minuto un mito del calcio italiano, che è un patrimonio di tutti, non solo dell'Inter, così come Franco Baresi non era un patrimonio solo del Milan, così come Gaetano Scirea non era un patrimonio solo della Juventus, hanno fatto una cosa che fa vergognare non la città di Torino, non i tifosi della Juventus, ma soltanto loro stessi".
E ha aggiunto: "Io credo e spero che qualcuno di questi fenomeni che hanno avuto un atteggiamento di questo genere, e ripeto non stiamo parlando di ultrà tatuati, ma spesso volentieri in quei gruppi lì c'erano veramente persone, per così dire, normali anche di una certa età, io spero che questo li faccia riflettere perché non si permettano più di insultare la memoria di una persona che non c'è più e soprattutto di una persona per bene come era Sandro Mazzola. Benissimo ha fatto la Juventus a fare quel comunicato, stroncando queste persone che hanno fatto un gesto così volgare e ripeto così ignorante, dettato soltanto dalla grassa ignoranza che li ha contraddistinti".
Il non-uso del VAR che non va
Poi però Ravezzani è andato sul campo: "La partita è stata una partita positiva, c'è stato un episodio che farà molto discutere e che è il calcio di rigore negato a Rowe per la trattenuta di Kalulu, che curiosamente diventa quindi protagonista nel bene e nel male di due episodi che faranno molto discutere, uno ha fatto molto discutere e ricordiamo la vicenda Bastoni, in questo caso è colpevole o meglio, il colpevole non è lui, ma è l'arbitro Orsato, attualmente designatore, perché è evidente che è stato dato un mandato a tutti i direttori di gara di fischiare pochissimo, una scelta che io trovo pericolosa, perché è vero che tutti si gioca di più, ci sono più emozioni, tutto quello che volete, però vediamo ormai una serie di falli a centrocampo, di tamponamenti di giocatori, di tackle ruvidi che vengono derubricati ormai. Ci devono spiegare che cosa significa trattenere per la maglia un calciatore, cioè da questa stagione abbiamo capito che se tu marchi un avversario, lo prendi per la maglia e gli tiri la maglia in maniera robusta non è più fallo, così il suggerimento che se io fossi un allenatore darei a tutti i miei difensori è 'tu quando hai l'attaccante davanti tiragli sempre la maglia, perché tanto ormai il fallo non lo fischia più nessuno'. La VAR è morta non solo a Torino, ma a Torino è stato forse l'episodio più emblematico, perché è vero che c'è stato anche un episodio analogo a Bologna ai danni del Torino per un fallo subito da Oristanio in area, però lì si poteva ancora dire che forse il piede era stato un po' trascinato. Gli arbitri hanno capito che devono fischiare molto di meno, va bene, però prima o poi ci troveremo degli infortuni seri e saranno frutto di questo lassismo che permette ormai a tutti, anche a centrocampo, di entrare come dei treni sulle caviglie avversarie".
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