Tardelli durissimo sul caso Mazzola: «Uno dei punti più bassi mai toccati»

Tardelli durissimo sul caso Mazzola: «Uno dei punti più bassi mai toccati»TuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
Tardelli durissimo sul caso Mazzola: condanna il gesto di parte della curva Juve, difende la maggioranza dello Stadium e chiede di rispettare Scirea.

Marco Tardelli interviene con parole molto dure su quanto accaduto all'Allianz Stadium durante il minuto di silenzio dedicato a Sandro Mazzola. L'ex campione della Juventus e della Nazionale non nasconde amarezza e incredulità per il comportamento tenuto da una parte della curva bianconera, che ha voltato le spalle al campo mentre lo stadio ricordava l'ex fuoriclasse dell'Inter.

Un episodio sul quale Tardelli non cerca attenuanti parlando a Gazzetta, pur sottolineando come la grande maggioranza degli spettatori presenti allo Stadium abbia immediatamente preso le distanze. 

Tardelli: «Faccio fatica ad accettare ciò che è accaduto»

Alla domanda sulle sensazioni provate davanti alle immagini dello Stadium, Tardelli risponde senza giri di parole:«Faccio fatica ad accettare ciò che è accaduto... abbiamo toccato uno dei punti più bassi mai toccati».

Per l'ex centrocampista è difficile anche individuare una spiegazione razionale per quanto successo: «Difficile dare una spiegazione ai fatti di domenica. O, meglio, l’unica mi porta a dire che all’ignoranza non c’è mai fine: la voglia di conoscere o la curiosità non trovano più posto».

«Il rispetto va insegnato»

Secondo Tardelli, il problema va affrontato partendo dall'educazione dei più giovani e dal ruolo che società e settori giovanili possono avere nella formazione non soltanto dei calciatori, ma anche dei tifosi del futuro.

«Il rispetto va insegnato, nel calcio è compito dei settori giovanili, delle società dove i più piccoli cominciano a toccare il pallone: non tutti vanno avanti, ma tutti rimangono tifosi delle proprie squadre e molti saranno gli spettatori di domani allo stadio. Nel nostro mondo serve parlare anche di storia, del passato, dell’esempio di uomini come Mazzola. Altrimenti non c’è futuro se non diamo peso e valore a ciò che è stato vissuto».

Un richiamo quindi alla conoscenza della storia del calcio, considerata fondamentale per comprendere il valore di figure che vanno oltre le rivalità tra club.

Tardelli difende la maggioranza dello Stadium

Sul possibile intervento della Juventus, Tardelli ricorda però un aspetto importante: quanto accaduto non può essere attribuito indistintamente a tutti i tifosi presenti.

«Che può fare la Juventus? Chi deve decidere gli strumenti li ha già... e, poi, il resto dello stadio, la stragrande maggioranza dei presenti si è immediatamente dissociata da chi ha voluto macchiare il minuto di silenzio».

Una distinzione netta tra i protagonisti del gesto e la maggior parte del pubblico juventino.

Quanto alle responsabilità individuali, Tardelli aggiunge: «Punire chi non sa cosa significhi essere sportivi... mi verrebbe da dire che la prima mossa dovrebbe essere di chi sta accanto a questi individui, chiamiamoli così: ribellarsi se ti chiedono di fare qualcosa, un gesto, un coro, ma capisco che, alla fine, può prevalere la legge del più forte».

Il coro per Scirea: «Lascino stare in pace il suo nome»

Uno degli aspetti che ha maggiormente colpito l'ex juventino riguarda i cori dedicati a Gaetano Scirea durante il minuto di silenzio per Mazzola.

Tardelli, che con Scirea ha condiviso anni straordinari alla Juventus e in Nazionale, respinge qualsiasi accostamento tra il nome dell'ex libero bianconero e quanto accaduto domenica.

«Già Gaetano, un ragazzo, un uomo, un professionista che ha fatto del rispetto di cui parlavamo prima una delle ragioni di vita. Ma come si fa? Ma cosa passa nella testa di questa gente? Lascino stare in pace il nome di Scirea, non pronunciamolo in situazioni del genere».

«La rivalità, sana e pulita, è parte integrante del pallone: sarebbe un peccato perderla. Il resto è un’altra storia, annebbia le idee, condiziona i giudizi... va così da un bel po’».

Tardelli e quella Juve con pochi italiani

Nel finale Tardelli affronta anche un tema completamente diverso, quello della composizione della Juventus attuale.

Nelle ultime partite i bianconeri sono scesi in campo con pochissimi italiani e, tra i titolari, l'unico rappresentante azzurro è stato il portiere Guglielmo Vicario.

Una situazione che porta Tardelli a confessare un desiderio:

«Ognitanto mi viene da immaginarmi una formazione bianconera con undici giocatori italiani, solo un’immaginazione».

Un'immagine quasi nostalgica di una Juventus profondamente diversa da quella attuale, in un calcio nel quale anche le grandi società italiane hanno ormai rose sempre più internazionali.