Juve e Milan puntano sull’Europa League
Guardando il lato positivo, la partecipazione all’Europa League potrebbe consentire a Juventus e Milan di affrontare la competizione da protagoniste annunciate, invece di rincorrere spazio nella più competitiva Champions League. Tuttavia, per due club storicamente abituati al massimo palcoscenico europeo, l’assenza dalla coppa principale rappresenta molto più di una semplice delusione sportiva.
Per entrambe le società, infatti, la Champions è ormai una componente essenziale della strategia economica. Nel caso della Juventus, i ricavi europei erano parte integrante del piano che punta al pareggio di bilancio entro il 2027. In casa Milan, invece, resta emblematico il pensiero espresso tempo fa dal presidente Paolo Scaroni: «Preferisco un Milan qualificato tre volte in Champions piuttosto che vincere uno scudetto».
Il peso economico della Champions League
La differenza tra le due competizioni emerge chiaramente osservando i premi distribuiti dalla UEFA. La Champions League mette sul tavolo circa 2,44 miliardi di euro, mentre l’Europa League si ferma a 565 milioni. Per società del calibro di Juventus e Milan, la sola partecipazione alla Champions garantisce introiti iniziali compresi tra 40 e 45 milioni di euro. In Europa League, invece, la quota di partenza scende sotto i 15 milioni.
A questo va aggiunto il diverso valore dei bonus sportivi: ogni vittoria, passaggio del turno o avanzamento nel torneo vale molto di più nella massima competizione europea. Il distacco economico, quindi, aumenta ulteriormente nel corso della stagione.
Non solo premi UEFA: cala anche l’appeal commerciale
L’esclusione dalla Champions comporta conseguenze anche fuori dal campo. Per brand globali come Juventus e Milan, disputare l’Europa League significa inevitabilmente ridurre gli incassi legati a stadio, sponsor e merchandising. Nel complesso, il mancato accesso alla Champions può tradursi in una perdita stimata tra i 50 e i 60 milioni di euro. Scenario che potrebbe però essere parzialmente compensato da un cammino importante in Europa League.
La vittoria può cambiare tutto
In caso di successo finale nella competizione, tra premi UEFA e ricavi indiretti, l’incasso complessivo potrebbe raggiungere quota 60-70 milioni. A questo si aggiungerebbe anche la qualificazione automatica alla Champions League della stagione successiva. In uno scenario simile, il divario economico rispetto a una Champions chiusa agli ottavi — traguardo considerato realistico nei budget dei due club — si ridurrebbe a circa 25-35 milioni.
Il rischio più grande: restare fuori dalla Champions troppo a lungo
L’aspetto più delicato, soprattutto per club con una forte esposizione internazionale, non riguarda tanto un’esclusione isolata dalla Champions League, quanto la possibilità di accumulare più stagioni lontano dalla competizione. Oltre ai minori ricavi immediati, infatti, una lunga assenza potrebbe indebolire il valore del marchio e ridurre l’attrattiva della rosa sul mercato. Un tema particolarmente sensibile per il Milan, già assente nell’edizione 2024-25.
Sia Juventus sia Milan dovranno fare i conti con esercizi finanziari 2026-27 più complicati del previsto. Con ricavi inferiori, le società saranno chiamate a compensare attraverso il player trading, puntando quindi su cessioni strategiche.
Sul fronte dei costi, i margini di manovra appaiono molto ridotti. La Juventus, negli ultimi anni, ha già alleggerito la spesa sportiva di oltre 150 milioni di euro. Nonostante questo, sia il club bianconero sia quello rossonero puntano comunque a investire durante il mercato estivo per aumentare la competitività e archiviare una stagione deludente. Lo riporta Gazzetta.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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