Infantino accerchiato

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di Fabio Moretti
Infantino sotto pressione dopo la lettera di UEFA, AFC e Concacaf. I numeri possono condannarlo nel voto FIFA, ma manca ancora un candidato alternativo.

Il segnale politico è forte: Gianni Infantino non dispone più del consenso quasi unanime che aveva accompagnato le precedenti elezioni. UEFA, AFC e Concacaf hanno sottoscritto una lettera congiunta durissima, accusando il presidente della FIFA di avere compromesso il rapporto di fiducia con le istituzioni del calcio. Ne parla Il Giornale.

Parlare di uscita già decisa sarebbe però prematuro. Le tre confederazioni rappresentano sulla carta un blocco sufficiente a impedire la rielezione, ma nel Congresso FIFA ogni federazione nazionale vota autonomamente. Inoltre, al momento manca ancora un candidato ufficiale capace di trasformare la protesta in un’alternativa concreta.

Infantino è politicamente più debole e la sua posizione appare seriamente minacciata. Non è tuttavia ancora sconfitto.

La lettera che rompe gli equilibri

UEFA, Confederazione asiatica e Concacaf hanno accusato Infantino di avere commesso una «fundamental breach of trust», una rottura fondamentale del rapporto di fiducia.

Al centro dello scontro c’è il progetto, successivamente abbandonato, di cedere a investitori privati una quota delle attività commerciali legate alla Coppa del Mondo. Il piano sarebbe stato sviluppato senza un confronto adeguato con le confederazioni e le federazioni nazionali.

Nella lettera aperta, i tre organismi sostengono che il calcio non appartenga a un singolo dirigente o a una sola istituzione. Il messaggio politico è trasparente: il potere del presidente non può sostituirsi agli organi collegiali della FIFA.

La presa di posizione non si limita a criticare una proposta commerciale. Mette direttamente in discussione il metodo di governo di Infantino e chiede una leadership più responsabile, trasparente e rispettosa delle istituzioni.

La lettera ha inoltre invocato un’indagine indipendente sulla gestione del progetto, mentre continuano le pressioni affinché il presidente lasci l’incarico prima delle elezioni del 2027 (Associated Press).

I numeri che possono mettere Infantino in minoranza

La FIFA conta 211 federazioni nazionali e territoriali. Ogni associazione dispone di un voto, indipendentemente dal peso calcistico, economico o demografico del Paese rappresentato.

Le federazioni FIFA appartenenti alla UEFA sono 55. Quelle riconducibili all’AFC sono 46, mentre la Concacaf ne porta 35 al Congresso mondiale. La somma conduce a un potenziale fronte di 136 voti.

In uno scenario nel quale tutte le 211 federazioni partecipassero e votassero validamente, una maggioranza semplice corrisponderebbe a 106 preferenze. Se le tre confederazioni si muovessero davvero come un blocco compatto, Infantino non avrebbe quindi i numeri per essere rieletto.

Questa è però un’ipotesi aritmetica, non ancora una previsione elettorale. La lettera dei presidenti confederali non obbliga automaticamente le singole federazioni a votare contro Infantino. Il presidente della FIFA viene eletto a scrutinio segreto e ogni delegazione conserva la propria autonomia.

Il numero effettivo necessario per vincere dipenderà inoltre dai voti validamente espressi, dalle eventuali astensioni e dal numero dei candidati.