Guardalà: “Il mercato dello scorso anno di Comolli è stato totalmente sbagliato. Spalletti darà delle indicazioni, ma…”
Il giornalista di Sky Sport, Giovanni Guardalà ha parlato del rapporto tra Damien Comolli e Luciano Spalletti spiegando che le parti andranno avanti insieme trovando dei punti di incontro: "È chiaro che Comolli ha detto quelle parole (si riferisce alla parole sul rapporto con Spalletti) e non ci aspettavamo qualcosa di diverso, però che ci siano state delle frizioni, dei contrasti anche importanti fino a dopo il derby ci risulta ed è verificato. Aldilà di questo capita, perché tutti noi ci confrontiamo a volte negli ambienti di lavoro e ci mancherebbe. Però è chiaro che serve un'unità di intenti e dei ruoli definiti. Un anno fa Comolli praticamente era il plenipotenziario della Juventus perché non c'era un direttore sportivo, perché non c'era un direttore tecnico, c'era Tudor in panchina. Quindi non c'era Spalletti quindi è una situazione completamente diversa. Si è occupato lui in prima persona del mercato e il mercato è stato totalmente sbagliato, perché come lo abbiamo detto più volte, David, Openda, Zhegrova, João Mario addirittura ceduto a gennaio, nessuno di questi é un titolare. E di questo si è assunto anche le responsabilità Comolli.
Quindi da ora in poi le indicazioni tecniche le darà Spalletti, con Giorgio Chiellini, con il direttore sportivi Ottolini e poi chiaramente il compito di Comolli è valutare se dal punto di vista economico certe richieste sono fattibili. È chiaro che se chiede Lamine Yamal non lo possono fare ovviamente estremizzando. Dal punto di vista tecnico sulle scelte e tutto quello che serve la prima parola spetta a Spalletti. Però è chiaro che poi si dovranno fare i conti e quindi poi ci saranno delle alternative. È chiaro che gli allenatori danno delle indicazioni e come si può arrivare a quelle indicazioni. Questo dal punto di vista, Juventus è più che sufficiente per poter andare avanti in sintonia".
Le parole di Comolli
Ecco le parole di Comolli in riferimento al rapporto con Spalletti: "Prima di tutto, sono sorpreso da tutte queste informazioni, perché molte sono false. Il mio rapporto con Luciano è sempre stato lo stesso: buono, con una comunicazione buona e costante. Ci incontriamo regolarmente, sia uno a uno sia con lo staff, nel suo ufficio o in altri contesti. È una collaborazione continua. Per quanto riguarda il mercato, da quando Luciano è arrivato abbiamo sempre condiviso piani, nomi e strategia. I giocatori arrivati a gennaio e quelli partiti a gennaio sono stati decisi in totale accordo. Le decisioni sono state prese insieme. Anche per la prossima stagione, Luciano ha parlato con i giocatori che vorremmo, nei limiti di ciò che è consentito dalle regole. È pienamente coinvolto e siamo in totale accordo su quello che stiamo facendo. Nella pianificazione della rosa, che Marco sta portando avanti, Luciano è coinvolto costantemente. Marco parla con Luciano molto più di me, ovviamente, perché Marco è il direttore sportivo. Hanno incontri e conversazioni regolari, e tutto ciò che Marco fa tiene conto del modo in cui Luciano vuole far giocare la squadra. Abbiamo lavorato insieme per sette mesi. Prima non ci conoscevamo. Noi abbiamo scelto Luciano. Io ho raccomandato all'area sportiva e all'azionista di maggioranza di scegliere Luciano perché ero convinto allora che fosse la persona giusta per guidare il club e la squadra. E sono ancora convinto al 100% che sia la persona giusta per guidare il club e la squadra in futuro. Per questo ho insistito molto per arrivare all'accordo e per esercitare l'opzione prevista nel contratto. All'epoca Marco non era ancora qui. La decisione di portare Luciano è stata presa dal board, da Giorgio e da me. Io ho presentato la raccomandazione all'azionista di maggioranza e ho spiegato le ragioni per cui pensavo che Luciano fosse la persona giusta. Per noi era importante dare continuità. Non volevamo aspettare la fine della stagione per decidere se esercitare o meno l'opzione presente nel contratto. Volevamo trovare un accordo di lungo periodo che superasse l'opzione unilaterale che avevamo. Detto questo, possiamo fare meglio? Ovviamente sì. Possiamo lavorare meglio? Ovviamente sì. Ma non si può chiedere a persone che si conoscono da sette mesi di lavorare già perfettamente insieme. Abbiamo giocato 54 partite in questa stagione. Luciano è arrivato e ha guidato la squadra in tante partite di campionato, Coppa Italia e Champions League. Abbiamo giocato ogni tre giorni. Abbiamo attraversato una finestra di mercato breve, quella di gennaio, e ora siamo davanti a una finestra di mercato molto più lunga, che richiede molta più pianificazione. Qui rientrano anche la domanda sugli aggiustamenti e quella sull'accordo di lungo periodo. Serve molto pensiero, molta programmazione e molta pianificazione. È qui che dobbiamo essere molto vicini e molto allineati: proprietà, management, area sportiva e Luciano sul piano tecnico. Finora tutto ciò che abbiamo mostrato a Luciano, ogni piano e ogni obiettivo, è stato condiviso in totale accordo. Potrebbe arrivare un momento in cui Luciano ci propone un giocatore e noi rispondiamo: "Guardate, sotto un settlement agreement con la UEFA non possiamo permettercelo". Oppure Marco può mostrare un giocatore a Luciano e Luciano può dire: "Non sono del tutto convinto". Ma quel momento finora non è arrivato. L'accordo non è ancora formalizzato ufficialmente, ma siamo molto vicini".
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