Corsport - Fagioli, il caso nasce a maggio
Su Corsport, Nicolò vede andare in frantumi la stagione – il -10 diventa -13 sul campo a causa del ko del Castellani e la Champions sfuma definitivamente – seduto sul divano di casa a Piacenza, costretto dall’operazione alla spalla eseguita nella clinica Sedes Sapientiae di Torino. Ma ancora non sa che il peggio deve ancora arrivare. La mattina successiva, è il 23 maggio, suona al citofono la polizia.
È questo il momento esatto in cui comincia il caso scommesse. Fagioli non nega nulla, tranne il tentativo di estorsione, e si dimostra subito collaborativo: «Ho scommesso» ammette, senza indugi, consegnando agli agenti il cellulare, il tablet e il pc. A quel punto, il 22enne si rende conto che il suo comportamento può avere pesanti ripercussioni in ambito sportivo e nelle ore immediatamente successive informa la Juventus, si rivolge a due legali e prende contatti con la procura della Figc, chiedendo un’audizione prima ancora che i magistrati di Torino trasmettano gli atti in Federcalcio.
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