Woltemade, sei alto, ma vola basso!

Woltemade, sei alto, ma vola basso!TuttoJuve.com
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Oggi alle 06:40Primo piano
di Massimo Pavan
Woltemade cita Ibrahimovic e Havertz durante la presentazione alla Juventus, ma ora deve volare basso: saranno prestazioni e gol a stabilire il suo valore.

Nick Woltemade non passa certamente inosservato. Quasi due metri di altezza, buone qualità tecniche e la convinzione di poter essere molto più di un semplice centravanti d’area. Nella sua presentazione alla Juventus ha citato Zlatan Ibrahimovic come fonte d’ispirazione e Kai Havertz per descrivere la propria capacità di segnare e fornire assist.

Paragoni importanti, forse persino troppo impegnativi per un calciatore che deve ancora disputare la sua prima vera partita con la maglia bianconera. Il consiglio, dunque, è semplice: Woltemade, sei alto, ma vola basso.

I paragoni affascinano, il campo decide

Ibrahimovic non è stato soltanto un attaccante gigantesco dotato di grande tecnica. È stato un campione capace di imporsi nei principali campionati europei, vincere titoli e trascinare squadre molto diverse attraverso gol, personalità e leadership. Accostarsi allo svedese può aiutare a spiegare un modello tecnico, ma rischia anche di creare aspettative sproporzionate. Woltemade non deve diventare il nuovo Ibrahimovic e la Juventus non dovrebbe chiederglielo. Deve semplicemente diventare la versione migliore di se stesso. Anche il riferimento ad Havertz ha una logica dal punto di vista delle caratteristiche. Entrambi sono giocatori alti, tecnici e capaci di muoversi lontano dall’area. Il nuovo centravanti juventino, però, deve ancora dimostrare di poter incidere con continuità ad alto livello.

Alla Juventus non basta giocare bene

Torino è una piazza particolare. Una buona prestazione può non essere sufficiente e un paio di partite senza segnare possono alimentare immediatamente dubbi e discussioni.

Alla Juventus un attaccante viene giudicato soprattutto per i gol, specialmente se arriva accompagnato da grandi aspettative. La capacità di partecipare alla manovra, proteggere il pallone e servire assist rappresenta un valore aggiunto, ma non può diventare un alibi se manca concretezza negli ultimi metri.

Woltemade dovrà imparare rapidamente questa regola. Può abbassarsi sulla trequarti, dialogare con gli esterni e mostrare tutta la propria sensibilità tecnica, ma dentro l’area dovrà essere cattivo. I bianconeri hanno bisogno di un centravanti capace di decidere le partite, non soltanto di interpretarle bene.

Spalletti può valorizzarlo

Luciano Spalletti rappresenta probabilmente l’allenatore ideale per sviluppare un profilo simile. Il tecnico ama i calciatori intelligenti, capaci di occupare più zone del campo e di partecipare alla costruzione offensiva.

Nel 4-2-3-1 Woltemade può fungere da riferimento centrale, venire incontro e aprire spazi per gli inserimenti di Conceição, Nico González e, quando tornerà, Yildiz. Può inoltre offrire una soluzione preziosa nel gioco aereo e sulle palle inattive.

Il rischio è che il tedesco si innamori troppo della giocata elegante, allontanandosi dalle zone nelle quali può essere realmente decisivo. Spalletti dovrà completarlo, trasformandolo in un attaccante più essenziale e concreto.

Niente etichette prima dell’esordio

La Juventus ha investito su un calciatore interessante e con caratteristiche difficili da trovare. Questo, però, non significa che Woltemade debba essere immediatamente presentato come il nuovo Ibrahimovic o come la versione tedesca di Havertz.

Le etichette fanno rumore, mentre la crescita richiede tempo, lavoro e pazienza. Il centravanti dovrà adattarsi alla Serie A, comprendere i meccanismi della squadra e guadagnarsi ogni minuto attraverso gli allenamenti.

Nessuno gli chiede di rinunciare all’ambizione. Anzi, la sicurezza nei propri mezzi può diventare un punto di forza. Tra consapevolezza e presunzione, tuttavia, esiste una linea molto sottile.

Prima i gol, poi i paragoni

Woltemade ha talento, struttura e personalità. Possiede dunque le basi per diventare un giocatore importante nella nuova Juventus. Adesso, però, arriva la parte più difficile: dimostrarlo.

Ibrahimovic può rimanere un’ispirazione, Havertz un riferimento tecnico. La realtà, però, si chiamerà Serie A e presenterà difensori pronti a concedergli pochissimo spazio.

La Juventus non ha bisogno di un calciatore che assomigli a qualcun altro. Ha bisogno di Woltemade, dei suoi gol e della sua capacità di rendere migliore la squadra.

Per questo il messaggio non vuole essere una bocciatura, ma un invito alla prudenza: Nick, sei alto, ma vola basso. Almeno fino a quando non sarà il campo a portarti più in alto.