Mandzukic e i "lunghi" stop: il croato non vuole cedere e ad Atene vuole essere protagonista
Ci sono cose facili da accettare, altre invece ti mettono a dura prova. Il rapporto col pallone e Mario Mandzukic mette la possibilità di saltare due partite consecutive, non due a caso ma la gara col Napoli e quella qualificazione ottavi Champions ad Atene, nelle seconda fascia di cose difficili da accettare. Non giocare per l'attaccante croato è un'eresia, anche se a fermarti è il fisico e non scelte tecniche o gialli di troppo. Per trovare uno stop "cosi lungo" dobbiamo tornare alla stagione 2015-2016, la prima a Torino in cui un problema muscolare lo tenne fuori addirittura 5 giornate di fila. L'anno scorso il numero 17 della Juventus ha saltato 4 partite in tutta la stagione e mai per motivi fisici.
Cresce l’ottimismo adesso a Vinovo attorno al giocatore, in ripresa dopo il problema al polpaccio sinistro accusato giovedì. La presenza del croato diventa decisiva anche tatticamente: con lui Allegri potrebbe riproporre il 4-2-3-1, senza di lui ipotesi 4-3-2-1 o anche 3-4-2-1. C'è da dire comunque che anche in sua assenza il lavoro svolto da Higuain-Dybala e Douglas Costa non ha messo in evidenza lacune o cali di attenzione, anzi l'azione del gol vittoria dei bianconeri al San Paolo arriva proprio dal lavoro svolto da questo inedito trio. Allegri ora sa che ha più scelte a disposizione, sa di poter stare sereno anche se uno dei suoi uomini chiave avrà in futuro un raffreddore.
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